Il Sindaco di Roma, Walter Veltroni ha scritto al Presidente del Consiglio, On. Silvio Berlusconi una lettera chiede la necessità di affrontare l’emergenza casa a Roma ed il dramma di tante famiglie colpite dagli sfratti con una proroga del blocco degli sfratti. In occasione dell’incontro promosso dall’Unione Inquilini lo scorso 17 gennaio, Veltroni aveva già invitato il Consiglio dei Ministri " a sospendere gli sfratti per le fasce sociali deboli e ha auspicato un provvedimento che vada incontro alle esigenze delle famiglie con problemi sociali particolari".

Dal sito del comune di Roma riportiamo il testo integrale della lettera:

"Signor Presidente,
le scrivo per sottoporre nuovamente alla sua attenzione il tema dell’emergenza abitativa nelle grandi città, la cui urgenza impone interventi coordinati e solidali fra tutti i livelli istituzionali.
Si tratta di un vero e proprio dramma sociale, acuito dalla ripresa degli sfratti dopo la sospensione delle festività natalizie, che nella Capitale riguardano circa tremila famiglie. E’ tornata così ad essere estremamente grave una situazione che i Comuni devono affrontare con risorse e strumenti del tutto inadeguati.

Per quanto riguarda Roma, le indagini effettuate da istituzioni e da associazioni che si occupano di questo tema evidenziano come la Capitale e il suo hinterland siano interessate da una nuova e forte domanda di sostegno pubblico, domanda legata anche a un crescente e inevitabile fenomeno immigratorio al quale va data una risposta in termini di integrazione sociale anche attraverso adeguate politiche abitative. Tutto questo mentre a Roma, così come in altre città, si assiste al più imponente processo di alienazione di immobili, in gran parte senza le indispensabili reti di protezione per gli inquilini appartenenti alle fasce sociali più deboli, a cominciare dagli anziani e dalle famiglie a basso reddito. Tutto questo, ancora, mentre Roma è tra le città italiane che fa registrare la più alta crescita dei valori immobiliari e del livello degli affitti.

Rischia, insomma, di aggravarsi ulteriormente una situazione già critica: sono circa trentamila, e sono stimate essere in continua crescita, le famiglie che hanno risposto ai bandi per il diritto alla casa. Il Comune di Roma, con l’Assessorato alle Politiche abitative o tramite i Municipi, per quanto è di sua competenza sta facendo la sua parte. Circa duemilacinquecento famiglie in condizioni gravi sono assistite ogni anno con un contributo mensile di assistenza alloggiativa concesso per la stipula di un contratto d’affitto. Ad esse va aggiunto un numero crescente di famiglie senza fissa dimora ricoverate in centri d’accoglienza del Comune o dal Comune assistite.

Altre diecimila famiglie percepiscono un buono casa che consente loro di sopportare i costi di locazione. Per il prossimo anno potremo mantenere questo stesso livello grazie al sostegno, in assenza di un contributo certo da parte dello Stato, della Regione Lazio. Ed è sempre il Comune, con fondi propri, a garantire ad altre tremilacinquecento famiglie una casa popolare in affitto da privati. Tra queste rimangono ancora circa cinquecento nuclei ospitati in residence, in graduale sostituzione con alloggi.

Inoltre negli ultimi anni il Comune ha attuato un piano generale di vendita del proprio patrimonio per recuperare risorse da destinare ai programmi di edilizia sociale, usando la manovra urbanistica per rilanciare l’affitto a prezzi accessibili, garantendo così, nei prossimi anni, una casa a duemilacinquecento famiglie. L’Amministrazione comunale ha promosso un procedimento basato su avvisi pubblici rivolti ai privati, che attraverso modifiche di destinazione d’uso consentirà l’acquisti di immobili a prezzi ribassati da destinare alle graduatorie generali.
Sono poi stati introdotti sgravi Ici per chi affitta a canone agevolato, e sta per essere approvata la definizione delle aree per piani di edilizia pubblica.

Per tutto questo torno a ribadire l’esigenza che Roma e tutti i Comuni italiani, come peraltro chiesto dall’Anci, non siano lasciati soli nel loro sforzo. E’ necessaria, a livello nazionale, una vera e propria inversione di marcia. Non è possibile, ad esempio, che per effetto della Legge Finanziaria si arrivi al paradosso di penalizzare i Comuni impegnati in programmi di acquisizione di case popolari con fondi derivanti dall’alienazione del proprio patrimonio tagliando i trasferimenti in misura di questo maggiore impegno.

E’ tempo che il Governo intervenga con una attenta ed efficace politica nazionale sull’emergenza abitativa nelle grandi città. Non solo accogliendo le richieste e le proposte dell’Anci in tema di incremento delle risorse, ma anche assumendo le necessarie decisioni in materia di proroga di blocco degli sfratti, individuando con precisione le fasce sociali e i soggetti interessati, salvaguardando al tempo stesso i diritti dei piccoli proprietari. Sarebbero decisioni, queste, che potrebbero cominciare ad alleviare una situazione che si configura ormai da tempo come una vera e propria emergenza sociale.

La ringrazio per l’attenzione e le invio i miei cordiali saluti."

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