E’ in Gazzetta Ufficiale il decreto legge n.23 del 1 febbraio che proroga di sei mesi gli sfratti per le categorie disagiate solo nei Comuni superiori a 1 milione di abitanti (Roma, Napoli e Milano). In questi comuni, dunque, da oggi sono sospese per sei mesi le procedure esecutive di sfratto contro conduttori che hanno nel loro nucleo familiare persone ultrasessantacinquenni o handicappati gravi, purché non dispongano di altra abitazione, né di redditi sufficienti ad accedere alla locazione di un nuovo immobile.

Il provvedimento dispone altresì che i Comuni possano prevedere per i medesimi proprietari, nonché per quelli che volontariamente decidano di sospendere temporaneamente le procedure di sfratto a carico di inquilini gravati da oneri particolari, forme di esenzione o riduzione dell’ICI e dell’addizionale comunale dell’IRPEF.

Delusione da parte dell’Anci che sostiene: "la scelta e’ assolutamente irragionevole perché il criterio scelto non trova riscontro nel quadro normativo vigente ne’ rappresenta la situazione reale delle città italiane. Rimangono escluse, solo per fare degli esempi, Firenze che ha la più alta percentuale di sfratti in Italia e città ad altissima tensione abitativa come Bologna, Palermo e Torino". Inoltre – continua l’associazione nazionale comuni italiani – si e’ interrotto il confronto con l’ANCI che invece eminenti esponenti del Governo avevano dichiarato essere necessario. Se questo Governo non e’ riuscito a trovare una soluzione definitiva al problema dell’emergenza abitativa per lo meno non escluda da questa proroga buona parte della popolazione italiana che ne ha diritto. A questo punto non ci rimane che auspicare una modifica in sede parlamentare”.

Dello stesso parere anche Confedilizia: "E’ un decreto sbagliato sul piano politico, sul piano costituzionale e sul piano degli effetti che potrà provocare. Il fatto stesso che sia stato varato dopo 10 mesi dalla scadenza dell’ultimo blocco generale senza che nulla di eccezionale sia successo, ne dimostra la natura meramente elettorale. Ciò che aggrava le responsabilità del Governo e dei Ministri, in particolare, che l’hanno voluto".

Anche per l’Unione Inquilini si tratta di un testo insostenibile, primo perché si riferisce alle sole città con più di un milione di abitanti, ovvero Roma, Milano e forse Napoli; secondo perché contrariamente da quanto affermato dai Ministri Alemanno e Baccini il decreto legge non sospende gli sfratti per famiglie con minori e per malati terminali e con gravi malattie invalidanti.

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