Aumenti fino al 38% per le bollette dell’acqua nel 2005, punte per le rette degli asili nido del 32%, aumenti annui per i biglietti a tempo degli autobus di linee urbane in media del 1,4%. Questi alcuni dei numeri della "giungla tariffaria incontrollata ed incontrollabile" dei servizi pubblici in Italia. A fotografarla l’Osservatorio prezzi & tariffe di Cittadinazattiva con l’indagine, "Cittadini che contano", oggi presentata a Roma. "I servizi pubblici – ha affermato Giustino Trincia, vicesegretario dell’associazione – meriterebbero ben diversa attenzione da parte degli amministratori. Siamo consapevoli dei danni prodotti alle casse locali dai tagli della Finanziaria, ma è anche vero che cittadini dovrebbero poter sapere come vengono spese le risorse pubbliche nella propria città e anche poter dire la loro".

Lo studio consiste in una rilevazione civica dei prezzi e delle tariffe dei servizi di pubblica utilità realizzata nel biennio 2004/2005 nei capoluoghi di provincia dello stivale. Il progetto è cofinanziatp dal Ministero delle Attività Produttive mediante il fondo costituito dalle multe (circa 350 milioni di euro) comminate nel 2000 dall’Autorità Garante della Concorrenza e del mercato alle compagnie di assicurazione che avevano costituito un cartello anticoncorrenziale ai danni degli utenti. Tra i sostenitori vi è UniCredit Banca.

In particolare, dalla ricerca è emersa una situazione non omogenea a livello regionale. Nel settore dell’acqua, in media, la spesa annua sostenuta da una famiglia di tre persone che consuma annualmente 192 metri cubi di acqua è di 200 euro per il servizio idrico integrato per uso domestico. Sul podio delle regioni più care sale la Puglia, con 294 euro annue, mentre il Molise si conquista il riconoscimento di regione più economica, con una spesa media annua di 138 euro.

Mandare i proprio figli all’asilo nido può essere un costo non indifferente per una famiglia italiana. Dallo studio emerge una spesa media mensile (per una famiglia di tre persone) pari a 288 euro per il tempo pieno e 215 euro per il tempo corto, con punte fino a 572 euro, nel caso di Lecco. Un’indagine condotta dal Centro Nazionale di documentazione e analisi su infanzia e adolescenza ha inoltre evidenziato come, mentre i nidi privati, tra il 2000 ed il 2004, sono più che raddoppiati (da 604 a 2645), quelli comunali hanno registrato un aumento solo del 10% (da 2404 a 2645). Attualmente – secondo la ricerca del Centro – i posti disponibili riescono ad accogliere il 9,4% dell’utenza potenziale (1.613.362).

Per quanto riguarda il trasporto pubblico locale, rispetto al 2004, i biglietti a tempo degli autobus di linee urbane sono aumentati in media nel 2005 del 1,4%, gli abbonamenti mensili del 2,7%, quelli annuali del 2%, la corsa giornaliera del 2,4%. Con riferimento al biglietto a tempo ed al costo orario, la Sardegna si qualifica come la regione più economica (0,46 euro) e il Trentino Alto Adige come la più costosa (1,05 euro). Sud meno caro anche per le città: mentre a Messina il costo orario di un biglietto è di 0,30 euro, a Bolzano ammonta a 1,33 euro. Secondo Bernardo Pizzetti, presidente dell’agenzia per il controllo e la qualità dei servizi pubblici locali di Roma "è necessario, in questo settore, l’imposizione ai gestori dell’offerta di opzioni tariffarie diverse al fine di simulare nuovi meccanismi di mercato".

Sotto la lente anche il prezzo dei farmaci. Secondo lo studio due farmacie su tre non praticano sconti e "soprattutto molte fingono di aver tagliato i prezzi, con riduzioni inferiori all’1%, e nel 44,9% dei casi gli sconti riguardano solo un numero di farmaci compreso tra 1 e 3".

Alla luce dei dati emersi dall’indagine Trincia ha avanzato una serie di proposte per "voltare pagina. Quello che chiediamo è l’istituzione a livello locale di Autorità provinciali e metropolitane per la concorrenza, maggiore trasparenza ed informazione al cittadino a livello locale su prezzi e tariffe, diritti e strumenti di tutela, introduzione di un sistema di incentivi e sanzioni ed infine la costituzione di tavoli di lavoro congiunti tra le pubbliche amministrazioni, le aziende e le associazioni dei consumatori". Un invito alla cautela per quanto riguarda la creazione di autorità locali è giunto da Andrea Pezzoli, responsabile della Direzione B dell’Antitrust, il quale ha precisato come "alcuni obiettivi possono essere ugualmente raggiunti a livello nazionale. Quello che conta è attuarla realmente la concorrenza. Le gare sono spesso finte, fatte male, perché a gestirle sono spesso i ‘padri’ degli stessi partecipanti, cioé i Comuni, che non raramente hanno il controllo societario delle imprese in gara".

Per maggiori informazioni visita il sito di Cittadinanzattiva

Scrive per noi

Redazione
Redazione
Help consumatori è la prima e unica agenzia quotidiana d'informazione sui diritti dei cittadini-consumatori e sull'associazionismo che li tutela

Parliamone ;-)