E’ entrato ieri in vigore il nuovo Codice della Strada, sulla base della mini riforma realizzata con la legge del 17 agosto 2005 n°168. Tra le principali novità vi sono la confisca dei ciclomotori e motocicli se si viaggia senza casco, col casco allacciato o messo male, se non si tengono le mani sul manubrio, se non si è seduti come si deve. Confisca del mezzo anche per chi si fa trainare o traina qualcuno, chi viaggia senza assicurare bene quello che trasporta o con oggetti sporgenti oltre 50 centimetri, chi trasporta animali non in gabbia, chi viaggia in tre o in due nel caso in cui il motociclo non sia omologato.

La legge prevede inoltre la confisca del mezzo a due ruote adoperato per commettere un qualsiasi reato; per la guida in stato di ebbrezza o sotto l’influenza di sostanze stupefacenti, per omissione di soccorso o fuga in caso di incidente, per le gare di velocità o l’alterazione di targa.

Una legislazione che inserisce nuove norme all’insegna della sicurezza stradale ma che ha suscitato anche polemiche per la scarsa pubblicità di cui ha goduto "La confisca è una sanzione non da poco – ha dichiarato in una nota il comandante della Polizia municipale del comune di Firenze , Alessandro Bartolini – sia per chi possiede ciclomotori, ma ancora di più per chi detiene moto costose e di grossa cilindrata. Non contesto la norma, perchè, anche se molto punitiva, va comunque nella direzione di una sempre maggiore sicurezza stradale. Contesto il fatto che nessuno abbia pubblicizzato questa rilevante novità, dando modo ai cittadini di capirne l’importanza."

"Ma una delle cose più rilevanti – ha concluso Bartolini – è la previsione dell’obbligo per i comuni di destinare una parte dei proventi derivanti dalle sanzioni del Codice della Strada ai corsi didattici che la Polizia Municipale svolge nelle scuole.

Anche il Movimento Difesa del Cittadino ha chiesto al Ministro Lunardi maggiore informazione ai cittadini. "E’ necessario che i cittadini conoscano i contenuti della nuova legge e che siano consapevoli delle sanzioni in cui incorrono in caso di infrazioni", ha dichiarato Antonio Longo, presidente MDC lamentando la scarsa pubblicità della legge n°168.

"Pur apprezzando le nuove disposizioni contenute nella legge – continua il presidente dell’associazione – riteniamo necessaria una capillare campagna pubblicitaria attraverso la stampa e la televisione, così che tutti i cittadini ne siano a conoscenza".


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