Come già accaduto per l’Argentina, anche per la Parmalat si prospetta una scelta drammatica per i risparmiatori in possesso delle obbligazioni del gruppo di Parma: accettare il concordato proposto dal commissario Enrico Bondi, cioè ottenere azioni (e qualche warrant) della Nuova Parmalat in cambio delle obbligazioni, oppure la liquidazione della società. Lo sostengono Movimento Difesa del Cittadino e Movimento Consumatori che precisano: "Purtroppo per molti la perdita sarà più pesante che per l’Argentina, dove è stato possibile recuperare fino a quasi il 40% del valore nominale dei titoli per chi ha richiesto in tempo le obbligazioni Par".

Infatti, spiegano le associazioni: "Nel caso più infelice delle tre emissioni quotate in Italia non si andrà oltre un recupero stimabile fra il 9% e il 15%, a parte i warrant. Davvero una "proposta indecente", quella del Commissario Bondi, al quale pure va riconosciuto di aver lavorato bene per salvare il Gruppo. Ma non va rifiutata, perché l’alternativa è la liquidazione, con procedure molto più lunghe, meno trasparenti e con preclusione di possibili, vantaggiose offerte pubbliche di acquisto, le cosiddette Opa, per le azioni della nuova società".

Parere concorde di tutti gli esperti che Movimento Consumatori e Movimento Difesa del Cittadino hanno consultato, tra cui un ruolo importante ha avuto Beppe Scienza "uno dei pochi a dare consigli giusti nel disastroso caso Argentina", è che per gli obbligazionisti il concordato sia la soluzione meno negativa, anche se pesantissima.

Poiché la legge prevede il silenzio assenso, MDC e MC affermano: "E’ praticamente certo che il concordato passerà, ai risparmiatori resta la possibilità di esprimere il loro dissenso: non aderire, ma non esprimere voto contrario. In tal modo il concordato comunque sarà approvato, ma una massiccia astensione dei risparmiatori costituirà una indubbia manifestazione di protesta sullo scandalo Parmalat. Quello che sarebbe più dannoso di tutto e per tutti, risparmiatori-lavoratori-Paese, sarebbe proprio la liquidazione del Gruppo".

Per Confconsumatori invece la scelta che i risparmiatori dovranno fare è diversa. L’associazione, infatti, invita a manifestare voto contrario alla proposta, per esprimere con forza la propria insoddisfazione, tenendo presente inoltre che l’astensione sarà considerata voto favorevole.
"Non ci viene chiesto di esprimere un voto, ma di ratificare scelte già consolidate, sulle quali il voto contrario degli obbligazionisti non avrà effetti. E’ troppo modesto il valore del concambio offerto dal dottor Bondi per poter essere accolto favorevolmente dai risparmiatori titolari di bond" – afferma Mara Colla, Presidente di Confconsumatori.

"L’offerta è troppo esigua, assolutamente inidonea a rimborsare chi ha investito la maggior parte dei propri risparmi – spesso quelli di una vita – in società fraudolentemente decotte" – continua l’associazione che precisa: "Al risparmiatore verrà infatti riconosciuta, al massimo, soltanto una percentuale del 15,9%. E stiamo parlando del valore di riferimento per risparmiatori in possesso di bond stranieri garantiti dalla Parmalat Finanziaria S.p.A. o dalla Parmalat S.p.A., i quali possono sommare il concambio della società emittente e quello della società garante".
Per consultare la tabella completa dei concambi visitare il sito www.confconsumatori.it .


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