Dal primo gennaio di quest’anno sono già state decise sanzioni per 668 milioni di euro. E i principi di promozione del mercato e della concorrenza devono operare anche nelle amministrazioni pubbliche, centrali e locali. Sono due dati che emergono dalla Relazione annuale presentata oggi da Antonio Catricalà, Presidente dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato.

"Dal 1° gennaio 2006 ad oggi sono state decise sanzioni per un valore complessivo di 668 milioni di euro – ha detto Antonio Catricalà – Nondimeno, sono convinto che la sanzione rappresenti la fase patologica del rapporto con le imprese. Il risultato più importante cui l’Autorità deve mirare è un altro: l’effettiva correzione delle storture del mercato".

P.A. Il Garante ha ricordato che "l’etica della concorrenza non lascia spazio per sprechi e inefficienze". "Il back office delle nostre pubbliche amministrazioni deve essere ridotto (oggi assorbe il 43% delle risorse). Il settore, se necessario, deve essere liberalizzato e privatizzato, sì da creare un nuovo mercato e posti di lavoro, con effettivo snellimento dell’apparato burocratico". "La pubblica amministrazione deve farsi carico, in concorrenza con i privati, di rilanciare la formazione a tutti i livelli, anche distribuendo meglio le risorse umane a disposizione – ha detto il Presidente Antitrust – Il numero degli addetti alla formazione nella pubblica amministrazione centrale supera le 5.000 unità, un esercito di formatori e comunque un numero assolutamente inadeguato ai reali bisogni". Così il garante Antitrust Antonio Catricalà indica la strada di intervento ricordando che uno "dei problemi irrisolti della nostra pubblica amministrazione è l’autoreferenzialità, che si annida ancora nella cultura e la mentalità di gran parte dei nostri dirigenti e nell’organizzazione prevalentemente interna dei controlli di risultato".

PUBBLICITÁ INGANNEVOLE. L’Autorità ha applicato i nuovi poteri sanzionatori che le ha conferito la legge. "Molte denunce vengono ormai direttamente da singoli cittadini, e non solo da parte delle associazioni di consumatori e dalle imprese concorrenti – ha detto il Garante – Significativo è anche che gli studenti abbiano cominciato a denunziare le false università. Nel periodo di riferimento sono stati sanzionati molti messaggi pericolosi per la salute dei cittadini, alcuni nocivi per la psiche dei minori e alcuni casi di pubblicità occulta".

RIFORMA BERSANI. L’Antitrust prende atto con "soddisfazione" della riforma Bersani sulla competitività ma avverte che "gli enti regolatori devono resistere alle pressioni delle lobbies, altrimenti potrebbe diffondersi la sensazione dell’inutilità di ogni sforzo. "Gli interessi corporativi cercano spesso la complicità del potere politico", ha ricordato il Garante Antonio Catricalà spiegando che "occorre convincere gli interessati che la concorrenza, seppur riduce in percentuale le fette di mercato, in termini assoluti aumenta la torta e quindi profitti, posti di lavoro e opportunità". I poteri rafforzati che la nuova riforma Bersani sulle liberalizzazioni attribuisce all’Antitrust dovrebbero prevedere anche l’immunità per quelle imprese che denunciano i cartelli nel loro settore. È quanto chiede il Garante spiegando che "sarebbe opportuna una modifica al decreto" competitività in sede di "conversione, che ci dia la possibilità di assicurare all’imprese denunciante l’esenzione dalla pena". Si tratterebbe di estendere quanto già previsto dal ddl Bersani per le imprese: la riforma prevede infatti "la possibilità di adottare programmi nazionali di clemenza (‘leniency programmes’) per consentire ad un’impresa coinvolta in un cartello di beneficiare di una riduzione di sanzione a fronte di un’autodenuncia".

COMMENTI

"Questa relazione è un incoraggiamento molto forte alle politiche che stiamo portando avanti", in termini di competitività: così il ministro per lo Sviluppo Economico, Pierluigi Bersani. Paolo Landi, Adiconsum: "Apprezziamo non solo la relazione, ma il lavoro svolto da questa Autorità". "Le sue indagini e i suoi interventi – continua l’associazione – stanno consentendo di affermare una cultura della concorrenza anche in quei settori fino ad oggi protetti.I consumatori restano in attesa delle conclusioni dell’indagine dell’Autorità sui servizi bancari ove c’è bisogno di provvedimenti per realizzare un’effettiva concorrenza e anche di quella sulle carte prepagate telefoniche i cui costi di ricarica sono sproporzionati e penalizzano soprattutto i giovani e gli studenti. E’ indispensabile – continua Landi – anche un’azione dell’Autorità sulle imprese che operano in sostanziale regime di monopolio nel settore della distribuzione del gas metano e dell’energia elettrica, con conseguenze negative sia per i consumatori costretti a pagare tariffe elevate che per il Paese perché non viene garantita una sufficiente offerta di gas metano. Al presidente Catricalà Adiconsum chiede inoltre di sostenere l’azione delle associazioni per una normativa sull’azione collettiva, uno strumento deterrente che può affiancarsi all’azione sanzionatrice della stessa Autorità.

 

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