Le Autorità indipendenti a dieci anni dalla loro istituzione. Il bisogno di governare l’evoluzione tecnologica. L’indipendenze delle Autorità e la necessità che queste, che hanno un impatto crescente sulla vita pubblica, siano radicate nella società per fugare il dubbio della vicinanza alla politica. Sono i temi affrontati nel corso dell’incontro-dibattito organizzato a Roma dal MIP, la Business School del Politecnico di Milano, presso l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, in occasione della presentazione del volume "Energia e comunicazioni. Le autorità indipendenti a dieci anni dalla loro istituzione", curato da Sergio Mariotti e Pier Giuseppe Torrani. Contro "l’apriorismo culturale" convinto che vi sia dipendenza dal potere politico ed economico, ha detto Mariotti, il contributo dello studio è che "maturi nell’utente la convinzione che le Autorità siano indipendenti e conquistino sul campo autorevolezza". All’incontro, che ha inteso tracciare anche un primo bilancio delle Autorità a dieci anni dalla legge istitutiva del 1995, sono intervenuti Corrado Calabrò, presidente dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, e Antonio Catricalà, presidente dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato.

"Il legislatore non è adatto a dettare regole in questa materia perché in evoluzione rapidissima – ha dichiarato Corrado Calabrò – Per il dinamismo del mercato e la rapidità dell’evoluzione tecnologica c’è un continuo bisogno di evoluzione delle regole". Calabrò traccia un bilancio dei risultati perseguiti dall’Autorità per le Comunicazioni: dal ’98 al 2005, afferma, c’è stata una diminuzione del 15% nei prezzi della telefonia a fronte di un aumento del 17% dei prezzi al consumo; fra il 2006 e il 2008 ci saranno riduzioni pari al 13% su Tim e Vodafone; sulla banda larga l’Italia, che era agli ultimi posti, sta crescendo con una percentuale del 382% in due anni. "L’Autorità delle Comunicazioni deve governare l’innovazione, questa è la sfida dei nostri tempi". E per quanto riguarda il settore televisivo, "l’Autorità – ha detto ancora Calabrò – è orientata a favorire il progresso tecnologico nel contesto del rispetto della neutralità tecnologica", per cui tutti devono avere le stesse chance.

L’incontro giunge proprio all’indomani della decisione dell’Antitrust di sanzionare l’Eni per abuso di posizione dominante. Da qui parte l’intervento del presidente dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, Antonio Catricalà, che ricorda in apertura le telefonate di congratulazione ricevute: "Non sono contento quando ricevo complimenti per una sanzione: il compito dell’Autorità non è dare la sanzione, la sanzione è un fallimento del mercato e vuol dire che l’Autorità non ha fatto la guardia. La novità non è l’entità della sanzione ma la diffida a ripristinare una corretta situazione di mercato".

Catricalà ha inoltre sottolineato la necessità che l’Autorità sia vicina alla società civile e radicata nella società, l’importanza della "cultura dei risultati", della "cultura della concorrenza" e della meritocrazia: "Non c’è dicotomia fra l’Autorità e il mondo delle imprese: l’Autorità deve stare nel mondo dell’economia e accompagnare la ripresa in un momento che ha determinato una stasi della crescita – ha aggiunto Catricalà – I consumatori sono i cittadini, le famiglie e le stesse imprese che consumano servizi per poter produrre. Più la gente ci avverte come un tutore più daremo un volto di indipendenza". L’obiettivo dell’Antitrust è di operare a tutela dei consumatori attraverso la tutela della concorrenza. "Alla società civile – ha detto Catricalà – dobbiamo rispondere in termini di risultati e di efficienza". Ed ha aggiunto: "Abbiamo aperto un’indagine conoscitiva sui costi dei conti correnti bancari: due gruppi hanno tagliato i costi di uscita dal conto e due lo faranno a breve".

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