La multa di 290 milioni di euro comminata dall’Autorità Antitrust all’Eni per abuso di posizione dominante ha provocato la positiva reazione da parte delle Intesaconsumatori ( Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori), che da tempo denunciavano il comportamento monopolistico della società petrolifera. Le associazioni hanno annunciato inoltre l’intenzione di costituirsi in giudizio davanti al Tar del Lazio a favore dell’Antitrust, nel caso di impugnativa del provvedimento da parte dell’Eni.

"La decisione di infliggere la sanzione più elevata dall’Antitrust italiano, dopo i 360 milioni di euro irrogata al cartello delle compagnie nel settore RC Auto, evidenzia – secondo l’Intesa – l’incapacità del Governo a calmierare i prezzi per l’assenza di politiche energetiche, mediante i ricorsi a "condoni" e leggi truffa, approvate a tambur battente dal premier Berlusconi, proprio per sanare e premiare comportamenti contro il mercato, come la legge truffa salvacompagnie, evitando la restituzione di 4,2 miliardi di euro di danni, inferti ad oltre 18 milioni di assicurati".

La maximulta all’Eni, per aver volontariamente ritardato gli investimenti nei gasdotti tra Algeria, Tunisia e Italia abusando della propria posizione di monopolista nelle reti del gas, dimostra, per Intesaconsumatori, una radicata presenza di politiche di cartello per mantenere artificiosamente tariffe più elevate d’Europa. Tale atteggiamento ha dunque comportato notevoli danni ai consumatori che, dai calcoli di Intesaconsumatori, sono stati quantificati in almeno 4 miliardi di euro. Le associazioni chiederanno a tale proposito la restituzione della somma (circa 250 euro a testa) direttamente tramite bolletta.

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