Restringe la concorrenza e aumenta le spese a carico dei condomini. E’ quanto dichiarano in una nota l’ALAC (Associazione liberi amministratori condominia-li), APPC (Associazione piccoli proprietari case), CORAM (Coordinamento Registri amministratori immobiliari Confedilizia), GESTICOND (Libera associazione ammini-stratori immobiliari) e UNIONCASA, in merito alla proposta di istituire presso le Camere di commercio l’"Elenco pubblico degli amministratori di condominio".

In particolare, l’emendamento alla riforma del condominio in esame alla Commissione Giustiza del Senato, proposto dal senatore Franco Mugnai (An), prevede che chiunque, anche semplice condomino, amministri un condominio, debba iscriversi all’elenco, versando un diritto annuale di segreteria tale da assicurare l’integrale copertura di tutte le spese di gestione dell’Elenco.

Secondo le cinque organizzazioni l’emendamento avrebbe due effetti immediati: restringere la concorrenza ed aumentare le spese a carico dei condominii, particolarmente gravose per quelli di piccole dimensioni. In particolare, molti amministratori del condominio nel quale abitano rinuncerebbero infatti all’incarico, nel timore di inserirsi (con l’iscrizione nell’Elenco) in un meccanismo di tipo pubblicistico, temendo conseguenze burocratiche e di varia. Di fatto i piccoli condominii si vedrebbero quindi negata la possibilità di amministrarsi da sé, magari con un amministratore a turno, e sarebbero costretti a ricorrere ad un amministratore professionale, con relativi costi.

L’appello avanzato dalle organizzazioni, a tutti i Gruppi parlamentari e al Governo , è di sospendere ogni decisione, anche in attesa della riforma delle professioni attualmente allo studio.


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