"Le semplificazioni che mettono in croce l’ultimo anello della catena, cioè i commercianti, non consentono di conoscere la verità sui prezzi e sui veri responsabili". Questa l’opinione il presidente della Confesercenti, Marco Venturi, nel corso dell’assemblea dell’associazione che si svolge oggi e domani a Roma. Secondo il presidente di Confesercenti, "tra crescita dei costi, di affitti e carburanti, di tasse e tariffe locali, di dinamiche che coinvolgono tutte le fasi, della lunga filiera, alcuni aumenti dei prezzi erano prevedibili". In relazione all’indagine annunciata dall’Antitrust sui prezzi agroalimentari, Venturi suggerisce di "mettere sotto osservazione tutte le fasi della filiera ortofrutticola e certificare l’assurdo allungamento del suo corpo centrale".

Secondo Venturi "la frenata dei consumi, l’andamento negativo delle vendite, non sono legati tanto alla questione dei prezzi, ma soprattutto alla crescente sfiducia delle famiglie rispetto al futuro".

Venturi ha poi continuato parlando dell’Euro e dell’Europa affermando che "all’Unione europea non ci sono alternative, così come non ci sono all’euro". "I problemi non mancano ma senza l’Europa e senza l’euro, la nostra vecchia lira sarebbe diventata carta da macero". L’uscita dell’Italia dall’euro – ha aggiunto ancora – "sostenuta strumentalmente anche da qualche ministro italiano, per rimettere indietro le lancette della storia" sarebbe sicuramente "dirompente". In relazione alle polemiche di questi giorni, innescate dalle posizioni delle Lega e dagli aumenti dei prezzi del dopo changeover, Venturi ha rilevato che il passaggio all’euro "é stata una grande rivoluzione economica, politica e culturale, che avrebbe richiesto una straordinaria e lunga fase di informazione e di formazione. Nulla di tutto ciò è avvenuto, soprattutto in Italia: ne stiamo pagando ancora le conseguenze".

Dure le reazioni di Adusbef, Federconsumatori e Codacons.

"Come capita sempre in ogni associazione imprenditoriale – hanno affermato Adusbef e Federconsumatori – , si scarica la responsabilità degli avvenuti aumenti su altri protagonisti della catena produttiva, senza un minimo di autocritica o di ripensamento".

Le due associazioni affermano di condividere molto della relazione di Venturi, ma criticano la parte sui prezzi, che giudicano "non convincente" e ricordano che negli ultimi anni "si sono spostati dalle fasce sociali a reddito fisso ad altre circa 50 miliardi di euro".

Anche il Codacons critica Venturi affermando che quelle di del Presidente di Confesercenti sono "lacrime di coccodrillo". "Per far riprendere i consumi e far cessare la crisi economica in cui versa l’Italia – fa sapere l’associazione – è indispensabile una riduzione generalizzata dei prezzi di almeno il 25%, e il blocco della tariffe impedendo qualsiasi aumento che andrebbe a danno dei consumatori già massacrati dal caro-vita".


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