A Napoli l’azienda italiana più attenta alle politiche per la qualità. La seconda edizione del Premio Qualità di Confservizi 2006 ha visto infatti vincitrice la Compagnia di Trasporti Pubblici (CTP) di Napoli. La confederazione ha premiato anche altre cinque aziende che entrano di diritto nel "Club dell’Eccellenza": si tratta dell’Azienda Unità Sanitaria Locale di Modena, dell’Azienda Napoletana Mobilità di Napoli, del Gruppo ASM di Brescia, della Cogeme di Rovato e dell’Azienda Energetica Metropolitana di Torino.

La menzione speciale per "l’innovazione tecnologica al servizio dei cittadini e degli utenti" è stata invece consegnata alla Ausl di Modena, mentre quella per le "innovazioni gestionali integrate volte alla partecipazione dei dipendenti" è andata all’Azienda Ospedaliera Policlinico Sant’Orsola-Malpichi di Bologna.

Sotto esame 204 aziende di servizi pubblici locali da parte dell’Osservatorio Qualità Confservizi Nomisma. Dalla ricerca è emerso che quasi il 90% delle imprese monitorate adotta la Carta dei servizi a fronte dell’80% nel 2003 e del 73% nel 2002. Il 71% delle imprese utilizza la "Customer satisfaction analysis" (analisi sul livello di soddisfazione degli utenti) come strumento di controllo della qualità, mentre la certificazione di qualità ISO 9001 è stata assegnata a circa il 56% degli operatori esaminati ed il 12% è in procinto di certificarsi. Per quanto riguarda il Bilancio sociale la percentuale delle aziende che lo adottando è del 33%; scendono i valori per il Bilancio ambientale ed il Codice etico, rispettivamente al 13,9% e al 13,6%.

Il 24% delle imprese analizzate ha istituito rapporti sistematici con le Associazioni dei consumatori. Nel 34% dei casi di esse vengono applicate procedure di conciliazione; molto diffusi, inoltre, diversi strumenti e strutture di comunicazione verso gli utenti e di raccolta dei reclami. "I dati che emergono – ha commentato Antonio Longo, presidente di Consumers’ Forum e Movimento Difesa del Cittadino – sono da migliorare e sul fronte della conciliazione è ancora molta la strada da fare. Segnalo a tale proposito l’accordo siglato da MDC e Confservizi nei servizi di elettricità e gas lo scorso aprile. "Un passo indietro nella strada per la qualità dei servizi è stato compiuto – ha aggiunto Longo – con la "desertificazione degli uffici aperti al pubblico. Sempre più aziende si affidano infatti ai call center spersonalizzando il loro rapporto con gli utenti".

Anche per il Vice Ministro dell’Economia, Giuseppe Vegas "nel settore dei servizi pubblici sono stati fatti passi in avanti ma ancora molta è la strada da fare. Le grandi privatizzazioni non hanno portato alla creazione di un vero e proprio mercato, sia a livello nazionale che locale. L’Italia non è ancora passata ad un sistema economico basato sulla concorrenza. E’ necessario, quindi, lavorare per ottenere un mercato concorrenziale e con una pluralità di offerta".

Una richiesta di maggiore concorrenza è giunta anche da Raffaele Morese, presidente di Confservizi il quale ha sottolineato: "E’ necessario liberalizzare oltre che privatizzare, sebbene questi processi, in assenza di un coerente quadro regolatorio, improntato ad obiettivi di qualità e sostenibilità, non costituiscono garanzia di standard di erogazione del servizio adeguati ai bisogni dei cittadini. Soltanto un coinvolgimento in prima persona delle associazioni di rappresentanza, può assicurare correttezza, precisione ed eccellenza dei bilanci sociali".

"Il problema – ha spiegato il presidente della commissione Industria della Camera, Bruno Tabacci – è che le attività economiche sono svolte in totale assenza di concorrenza, come se il principio dle monopolio si fosse trasferito da piano pubblico a quello privato".

In particolare, sul servizio distribuzione gas e sulla attuale situazione di emergenza Tabacci ha dichiarato "la necessità di far passare in modo condiviso e consapevole i rigassificatori. L’amministratore delegato dell’Eni ha evidenziato una serie di strettoie, sia per il perdurare del freddo sia per i problemi presenti nell’area dei fornitori. Sono elementi che lasciano intravedere che e’ una emergenza che non è finita".

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