Il 2005 è stato caratterizzato da un’ intensa attività di vigilanza e controllo da parte della Consob su Internet, il che ha richiesto un ulteriore affinamento dei metodi per individuare eventuali anomalie. Lo si legge nella relazione complessiva della Commissione sul 2005, che spiega come "la vigilanza" abbia riguardato nel complesso "l’ esame di 432 siti", dando luogo a "498 azioni di enforcement (accertamento) oltre a 264 segnalazioni all’ Autorità giudiziaria e 523 segnalazioni ad altre Autorità.

"Il crescente utilizzo della rete internet quale mezzo di promozione di offerte di strumenti finanziari e di servizi di investimento, ovvero quale mezzo per accedere a mercati di strumenti finanziari da un lato e la specificità degli accertamenti di vigilanza web" da porsi in essere in reazione al tecnicismo necessario e alle strumentazioni occorrenti dall’ altro, informa la Consob, hanno reso "necessario un costante affinamento della procedura di vigilanza, oltre a una collaborazione intensa con altre Autorità di vigilanza italiane ed estere".

Le azioni di enforcement sono consistite in provvedimenti cautelativi e interdittivi che hanno riguardato casi di sollecitazione all’ investimento e irregolarità nel funzionamento di scambi organizzati. Quali provvedimenti, in questo campo, sono stati adottati anche "interventi di oscuramento degli spazi web coinvolti". Per dare un’ idea di quanto sia cresciuta l’ attività di vigilanza su internet e di conseguenza anche le segnalazioni di irregolarità e di un sempre maggiore numero di problematiche inerenti la gestione del risparmio attraverso la Rete, basta osservare come la relazione complessiva annuale della Commissione sottolinei come nel 2005 le attività varie connesse e svolte nel confronto di siti siano ammontate a 787 a fronte delle complessive 149 del 2004 e delle 16 del 2003. Peraltro, gli interventi non hanno riguardato soltanto oscuramento dei siti web – una stretta collaborazione è stata avviata da Consob con il soggetto responsabile delle assegnazioni dei domini – ma anche per la prima volta messaggistiche inoltrate da caselle di posta elettronica.

Nel settore risparmio, terminate le vicende eccezionali del 2004 che nel periodo hanno impegnato la Consob su più fronti, come il dover fronteggiare i casi del ‘risparmio tradito’ che si sono succeduti, bond argentina, Cirio, Parmalat, Giacomelli, nel 2005 la Commissione ha registrato un ‘tasso di litigiosita’ fra clientela retail e intermediari molto più ridotto. Il numero degli esposti ricevuti rileva infatti la relazione complessiva dell’ autorità, si è "più che dimezzato", passando da circa 5.300 a circa 2.100. Un dato però che resta elevato se paragonato con i valori del triennio 2000-2002. In ogni caso, le lamentele degli investitori hanno riguardato ancora una volta in netta prevalenza il servizio di negoziazione e di esecuzione degli ordini, la carente informativa preventiva sulle caratteristiche degli strumenti finanziari. Relativamente al risparmio, gli esposti lamentano presunte in prevalenza presunte violazioni riguardanti il rispetto del mandato di gestione.

Di conseguenza, nel 2005 sono proseguiti intensi i controlli sugli intermediari, controlli che hanno risentito però dela necessità di proseguire l’ attività di verifica delle condotte poste in essere nella vendita ai clienti di obbligazioni corporate. Come di consueto, l’ azione di vigilanza è stata supportata da specifiche verifiche ispettive: nel corso del 2005 ne sono state complessivamente fatte 4 su Sim, 2 sui banche, 6 su sgr. Di queste verifiche, nel 2005 ne sono state concluse 9 (3 erano state già avviate nel corso del 2004). Nel complesso, va rilevato che l’ attività ispettiva nei confronti di intermediari e società quotate ha riguardato in particolare due banche, accertamenti dovuti dopo l’ esplosione dei casi relativi alle vicende Bnl e Bpi.

Il presidente della Consob "non ha saputo fare altro che prendere atto dell’impotenza del proprio istituto". Così il Codacons commenta la presentazione della relazione annuale Consob.

"Per non parlare del giudizio sconcertante sulle responsabilità delle fregature prese dai risparmiatori italiani accusati da Cardia di essere immaturi e incapaci", aggiunge Rienzi, presidente dell’associazione precisando che "se poi si va ad analizzare l’attività svolta dalla Consob nel 2005 si resta esterrefatti. A fronte infatti di 1,5 milioni di italiani rovinati dai crac finanziari, nel 2005 l’istituto ha impugnato solo 4 bilanci di società. Ha svolto solo 4 ispezioni sulle società di revisione (quelle che come noto sono sotto processo dappertutto per omissione di controllo); in tutto ha effettuato soltanto 4 segnalazioni di ipotesi di reato in materia di abusi di mercato e ha segnalato ben 3 casi di insider trading di cui un solo insider istituzionale (quando è noto che sono centinaia i soci amministratori e dirigenti che acquistano azioni delle loro stesse società)".

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