"La spesa alimentare cresce, ma i consumi restano al palo. Anzi, quelli di frutta e verdura fanno registrare un netto calo". A rilevarlo è la Cia-Confederazione italiana agricoltori che, commentando i dati resi noti dall’Istat, evidenzia, ancora una volta le difficoltà negli acquisti, ma soprattutto i problemi dei produttori agricoli che sui campi vendono sempre di meno e a prezzi ridotti.

"Nel 2004 – rileva la Cia – sulle nostre tavole si sono viste sempre meno frutta, verdure e ortaggi: lo scorso anno 70 italiani su 100 hanno mangiato almeno una volta al giorno un frutto ( nel 1997 erano 82) e 44 su 100 un piatto di verdure (sempre nel 1997 erano 53). Nonostante questo costante allontanamento dai banchi di ortofrutta dei mercati, le famiglie hanno speso di più proprio perché i prezzi al consumo sono cresciuti in modo abnorme e ingiustificato sotto la spinta di incontrollate manovre speculative".

"Dunque, gli italiani – segnala la Cia sulla scorta dei dati Istat – hanno ridotto gli acquisti di questi prodotti perché troppo cari. Del resto, oltre l’80 per cento dei nostri concittadini ha dichiarato che i propri comportamenti di consumo sono più o meno condizionati da difficoltà economiche, da problemi relativi al risparmio, dall’idea che l’inflazione riprenda a crescere. Il consumatore medio – conclude la Cia – non guarda più alla qualità del prodotto ma unicamente al prezzo e compra i prodotti che costano di meno e che in fatto di sicurezza lasciano più di qualche dubbio".


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