Frutta, verdura e vino: è ormai emergenza. Consumi in netto calo (50% per alcuni prodotti), prezzi sui campi sempre più in discesa, export in continua frenata. Questo il preoccupante quadro delineato dalla Cia-Confederazione italiana agricoltori che denuncia una situazione drammatica per i produttori che vedono ridurre drasticamente i loro redditi, mentre crescono i costi produttivi e previdenziali.

Prodotto in forte crisi è la pesca che fa registrare un invenduto pari al 25% del totale. Difficoltà si riscontrano, specialmente nel Sud del Paese, anche per i meloni, le angurie e le susine, con cali nei consumi nell’ordine del 5-10%. Non migliore si prospetta lo scenario per mele e pere.

Per quanto riguarda gli orticoli, la situazione più complessa – segnala la Cia – si ha per tutte le tipologie di pomodori. In particolare la qualità "ciliegino" registra una netta flessione nei prezzi all’origine (meno 50% rispetto allo scorso anno) e un calo del 15-20% nei consumi.

Problemi e difficoltà si hanno – sottolinea la Cia – anche nel settore vitivinicolo. Più del 20% della produzione di vino da tavola è rimasta invenduta nelle cantine. Un elemento preoccupante se si pensa che è ormai prossima la vendemmia. Tuttavia – conclude la Cia- l’aspetto più appariscente di questa emergenza è il prezzo pagato al produttore che sembra avere imboccato la china irrefrenabile. E’ un calo continuo.


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