Il 57% dei cittadini europei ritiene che il rispetto per gli animali d’allevamento vale un aumento dei prezzi sugli alimenti sebbene l’etichettatura dei prodotti alimentari non è abbastanza chiara per permettere di scegliere. Lo rileva un’indagine effettuata da Eurobarometro nei 25 paesi dell’Unione Europea (Ue) e presentata in questi giorni presso il Parlamento Ue dal commissario europeo per la salute e la tutela dei consumatori Markos Kyprianou.

Il 74% degli intervistati ritiene di potere contribuire a migliorare il benessere degli animali con le scelte in materia d’acquisto anche se il 34% dei consumatori si dichiara contrario a un ulteriore sforzo finanziario.

Per quello che riguarda le "critiche" nei confronti dell’etichettatura dei prodotti alimentari per gli animali, dalla ricerca è emerso che il 32% dei consumatori (che arriva fino al 70% in alcuni paesi, in particolare nei nuovi Stati membri) non è in grado di riconoscere tali prodotti, mentre il 19% di essi li identifica molto di rado. In merito Kyprianou ha ricordato "la recente proposta della Commissione sulla tutela del benessere dei polli di batteria, e saranno presi in considerazione per l’elaborazione del nostro futuro piano d’azione per la tutela degli animali".

Dall’indagine è inoltre emerso che i cittadini hanno particolarmente a cuore il benessere dei polli, sia che si tratti di polli destinati alla produzione di carne (42%) che delle galline ovaiole (44%). Anche i maiali sono considerati una specie che necessita una maggiore protezione (28%), seguiti dalle mucche da latte (17%). I consumatori ritengono che le politiche agrarie dei loro paesi attribuiscano troppo poca importanza al benessere degli animali. Questo vale in particolare per i greci (73%), i cechi (65%) e gli sloveni (65%).


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