Nel nuovo anno nelle piazze e nei supermercati sarà più facile acquistare prodotti Made in Italy con forte legame territoriale che, anche per il favorevole rapporto tra le qualità e i prezzi, hanno registrato un grande successo sulle tavole del Natale e del Capodanno. E’ quanto afferma Coldiretti nell’evidenziare gli effetti dell’entrata in vigore della legge 231/2005 su "Interventi urgenti in agricoltura" che ha tra l’altro l’obiettivo di assicurare agli alimenti legati al territorio il giusto spazio di vendita sugli scaffali dei supermercati invasi dai prodotti stranieri, nell’interesse delle imprese agricole e dei consumatori.

La disposizione stabilisce – sottolineano i coltivatori – che nelle grandi strutture e nei centri commerciali siano posti in vendita prodotti provenienti dalle aziende agricole situate nel territorio delle regioni interessate in una congrua percentuale, da definire sulla base di intese di filiera, rispetto alla produzione agricola annualmente acquistata. Peraltro, al fine di migliorare l’accesso ai mercati degli alimenti locali si impegnano i Comuni a destinare spazi adeguati agli imprenditori agricoli che intendono vendere direttamente i prodotti e pertanto si prevede che i comuni, sulla base delle disposizioni emanate dalle Regioni, stabiliscano l’ampiezza complessiva delle aree da destinare all’esercizio di questa attività, nonché le modalità di assegnazione dei posteggi, la loro superficie e i criteri di assegnazione delle aree riservate, in misura congrua sul totale.

Un vero e proprio via libera anche in Italia ai Farmers Market, i mercatini degli agricoltori nelle città che – riferisce la Coldiretti – stanno riscuotendo un grande successo in Francia, Inghilterra e Stati Uniti dove il loro numero è cresciuto nell’arco di cinque anni del 30% passando da circa 3000 agli oltre 3700 interessando anche le aree di prestigio di grandi centri come New York. Anche in Italia nel 2005 sette italiani su dieci hanno fatto acquisti direttamente dagli imprenditori agricoli giudicando conveniente l’acquisto nell’87% dei casi anche per la garanzia di qualità e genuinità. La volontà di favorire il rapporto diretto tra imprese agricole e consumatori e di valorizzare nella distribuzione commerciale la produzione locale è coerente con l’obiettivo di favorire lo sviluppo economico generale del Made in Italy, ma anche di assicurare una crescita sostenibile dal punto di vista ambientale per le ricadute che tali cibi hanno sul territorio. Un beneficio anche per la salute come nel caso degli ortofrutticoli che possono garantire condizioni di genuinità e freschezza uniche non essendo soggetti ai lunghi tempi di trasporto dei prodotti importati. Si tratta – precisa Coldiretti – di "alimenti a chilometri zero", sostenibile dal punto di vista ambientale perché non consumano carburante necessario al trasporto e contribuiscono dunque a ridurre l’inquinamento atmosferico. Secondo i dati divulgati dall’Ispettorato Repressione Frodi sulla base dei risultati dell’attività di controllo sugli scaffali di vendita della distribuzione commerciale quasi un frutto su quattro è straniero.

 

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