Da un’analisi condotta dalla Coldiretti sui cambiamenti nella spesa degli italiani emerge una sostanziale stagnazione nei consumi di prodotti alimentari. Dall’indagine si evince che si è ridotta "del 12,3% la spesa in pollame ed è aumentata invece quella per la carne di maiale (+4,7%) mentre è record per la presenza sulle nostre tavole di latte fresco Made in Italy che fa registrare un aumento del 4% realizzato solo nel secondo semestre dell’anno, nei mesi successivi all’entrata in vigore del decreto interministeriale del 7 giugno 2005 sull’obbligo di indicare sulle confezioni il luogo di provenienza o mungitura, per impedire di spacciare come italiano prodotto importato".

La crescita del consumo di carni non avicole è stata una conseguenza della sindrome psicologica derivata dall’influenza dei polli: di ciò ha beneficiato soprattutto la vendita di carne bovina, cresciuta del 2,9%. Secondo i dati del panel Ismea -AC Nielsen hanno registrato un andamento positivo, oltre al latte fresco, i derivati dei cereali (+0,3%), le carni e i salumi (+0,3%) e i prodotti ittici (+1,%). In calo risultato invece gli acquisti familiari di oli e grassi (-1,3%) anche se rimane pressoché stabile la spesa per l’olio di oliva, mentre si riduce drasticamente quella di olio di semi (-6,5 per cento) e della margarina (-7,1%). Pressochè invariata la spesa in ortofrutta (-0,6%).

"I numeri – sostiene la Coldiretti – fotografano comunque una situazione difficile, ma superabile che va affrontata con interventi per garantire la trasparenza nella formazione dei prezzi e il rispetto della legge sull’etichettatura degli alimenti".

Scrive per noi

Redazione
Redazione
Help consumatori è la prima e unica agenzia quotidiana d'informazione sui diritti dei cittadini-consumatori e sull'associazionismo che li tutela

Parliamone ;-)