Ha preso oggi il via a Campo de’ Fiori l’iniziativa di Coldiretti per la trasparenza sui prodotti agricoli, mediante la consegna da parte di Babbo Natale di cartellini su cui indicare origine, qualità e prezzi della merce in vendita. La Coldiretti ha intrapreso la "task force" per promuovere le informazioni presso il consumatore, che spesso ignora la provenienza dei prodotti agricoli acquistati: circa un frutto su quattro (il 23%) sulle tavole italiane non è Made in Italy.

I risultati provengono dall’attività di controllo dell’Ispettorato Repressioni Frodi sui banchi di vendita quasi un frutto su quattro è straniero (23 per cento). Coldiretti sottolinea che l’invasione di frutta e verdura "clandestine" favorisce le speculazioni natalizie e pone a rischio la salute, con la possibilità che vengano spacciati come italiani prodotti importati e realizzati senza il rispetto di normative adeguate di carattere sanitario, ambientale ed etico.

"La frutta e verdura italiana – sostiene la Coldiretti – si sono dimostrate essere le più sicure in Europa con il 99,5% dei campioni risultati a norma di legge per la presenza di residui di agrofarmaci e con addirittura oltre due terzi dei campioni (68,5%) privi di qualsiasi residuo, secondo i risultati dell’operazione "Mangia più sicuro 2005" promossa da Intesaconsumatori e Coldiretti in collaborazione con Agrofarma. Cosa che non è altrettanto certa per i prodotti extracomunitari venduti oggi a Campo de’ Fiori, come le ciliegie cilene (20 euro/kg), le albicocche cilene (15 euro/kg) e le pesche sudafricane (15 euro/kg). La mancanza delle etichette con l’indicazione dell’origine impedisce – si legge nella nota – di fare scelte consapevoli e di capire quali prodotti sono di stagione nel nostro Paese e quale è quindi il momento migliore per acquistare le arance, i kiwi o le pere, che evidentemente non sono presenti in Italia dodici mesi all’anno. Inoltre – continua la Coldiretti – cresce il rischio che senza saperlo i consumatori, pensando di acquistare pomodori campani o pugliesi, verdure siciliane o frutta secca di prima qualità portino a casa a caro prezzo un prodotto di scarto di origine belga, olandese, spagnola, marocchina o turca".

I consigli per i consumatori sono i seguenti: verificare sempre la presenza dell’etichetta di provenienza; prediligere le varietà di stagione coltivate in serra o in pieno campo; scegliere le produzioni e le varietà locali; privilegiare gli acquisti diretti dagli agricoltori, nei mercati rionali e di Paese e nei punti vendita specializzati della grande distribuzione; consumare gli ortaggi e la frutta con il giusto grado di maturazione; fare acquisti ridotti e ripetuti per garantire la freschezza di ortaggi e frutta; privilegiare il consumo di verdure crude.

 

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