L’Italia è il Paese europeo con la più bassa percentuale di punti vendita self service/post-pay di carburante: appena il 18%, seguita dall’Ungheria che la distanzia di ben 26 punti percentuali con il suo 44% e poi dall’Austria, al 70%. E’ quanto è emerso oggi a Torino, in occasione del convegno "Politiche, prezzi e concorrenza nella rete distributiva dei carburanti", organizzato dall’assessorato al Commercio della Regione Piemonte.

La media europea è molto più alta, con picchi del 100% in Danimarca, Finlandia e Norvegia, del 99% in Francia e del 97% in Germania e Olanda. Il prezzo al consumo della benzina senza piombo nella UE va da un minimo di 0,887 euro al litro a Malta ad un massimo di 1,471 euro al litro in Olanda. L’Italia, con 1,296 euro al litro si colloca al sesto posto tra i Paesi UE dove la benzina senza piombo è più cara, preceduta ancora anche da Regno Unito, Germania, Belgio, e Danimarca.

Il prezzo al consumo del gasolio nella UE è maggiore a Londra, che segna un picco di 1,446 euro al litro, e minore sempre a La Valletta, con i suoi 0,855 euro al litro. In questo caso, Roma si trova al secondo posto tra le città in cui il gasolio è più caro, registrando ben 1,179 euro al litro. L’incidenza fiscale percentuale sulla benzina senza piombo e sul gasolio auto in Italia è, rispettivamente, del 58,9% e del 50,6%. In questo caso, l’Italia rientra nella media europea, che vede massimali del 65,3% dell’incidenza fiscale sulla benzina senza piombo e del 63,6% sul gasolio nel Regno Unito e minimali pari a 44,9 punti percentuali di incidenza del fisco sulla benzina senza piombo e 40,3 punti percentuali di incidenza sul gasolio a Cipro.

 

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