L’ Istituto nazionale di statistica (ISTAT) stima che l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), relativo al mese di febbraio 2006, presenta una variazione di più 0,2 per cento rispetto al mese di gennaio 2006 e una variazione di più 2,1 per cento rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. L’ indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA), ha registrato nel mese di febbraio una variazione di meno 0,1 per cento rispetto a gennaio e una variazione di più 2,2 per cento rispetto allo stesso mese dell’anno precedente.

A partire dal 2002 l’indice armonizzato viene calcolato considerando anche i prezzi che presentano riduzioni temporanee (sconti, saldi,vendite promozionali, ecc.). Pertanto, la dinamica di tale indice può risultare differente da quella dell’indice relativo all’intera collettività. L’Istat ha però chiarito che i dati resi noti oggi sono solo provvisori e che gli indici definitivi saranno diffusi il prossimo 15 marzo. Gli alimentari e le bevande analcoliche hanno contribuito a rallentare il tasso di inflazione di febbraio: in seguito alla fobia per l’aviaria, il prezzo del pollame è infatti diminuito del 5,8% rispetto a febbraio 2005.

In questi settori si è registrato un rallentamento: su base annuale l’aumento dei prezzi è stato dello 0,9% a febbraio rispetto al +1,1% registrato a gennaio. Tengono invece i prezzi dell’energia e dei tabacchi. In particolare per quanto riguarda i prodotti energetici, la variazione mensile è stata di +0,9%, mentre quella annuale di +10,8%. Il prezzo dell’energia spinge anche il capitolo abitazione, che su base annuale ha registrato l’incremento più significativo tra tutti i settori e pari al 6%. Nel dettaglio il gas ha registrato un incremento annuale del 10,4% (in accelerazione rispetto al +9,5% di gennaio) e mensile dell’1%. I combustibili liquidi hanno segnato un +0,9% mensile e un +14,6% tendenziale. Cresce anche il capitolo trasporti, con una variazione tendenziale di +4,3%. In particolare il trasporto aereo ha segnato un aumento del 5,6% su febbraio 2005. Significativa è stata infine la spinta inflazionistica del capitolo bevande alcoliche e tabacchi: l’incremento è stato dell’1,9% rispetto a gennaio e del 5% rispetto a febbraio 2005.

"Continuiamo a rimanere esterrefatti per i dati che, mensilmente, vengono propinati al paese in tema di inflazione. Crediamo sia giunto il momento di mettere mano, naturalmente per migliorarli, ai ruoli ed alle funzioni dell’ISTAT, non solo attraverso la modifica dei pesi e delle voci del paniere che non rappresentano la realtà dei costi e dei prezzi, ma soprattutto dotando di strumentazione tecnologica più avanzata le rilevazioni che si fanno sul territorio e che, ribadiamo, non sembrano avere caratteristiche di accuratezza". Questo il commento del Codacons che precisa: "Di queste rilevazioni imprecise e della loro pubblicizzazione, ne soffrono le famiglie italiane e, poiché dati così importanti, hanno ricadute su diversi parametri e variabili della vita economica sull’intero paese. Vogliamo segnalare, in aggiunta ed una volta per tutte, che si rende necessario, in tema di prezzi di prodotti petroliferi, decidere meccanismi di calmieramento per rendere meno gravi le ricadute di tali prezzi su famiglie ed attività produttive. Infatti, solo la variazione della benzina, da febbraio 2005 a febbraio 2006, ha comportato, non solo un esborso maggiore per i cittadini di 140 euro in più per i pieni, ma ha anche fatto guadagnare al Governo più di due centesimi al litro di benzina, tra Accisa e IVA, pari ad un maggiore introito di 480 milioni di euro nell’anno trasformando così, come più volte denunciato, il Governo italiano nell’ottava compagnia petrolifera".

 

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