Distribuire gratuitamente il latte artificiale, anche a famiglie in difficoltà economica, è irrazionale sia in termini nutrizionali e sanitari che sociali. E’ il commento della Lega Consumatori Acli Toscana alla proposta, contenuta nel programma elettorale della Casa delle Libertà, di offrire un bonus per l’acquisto di latte artificiale per i nuovi nati delle famiglie meno agiate fino a sei mesi.

Pur giudicando lodevole – afferma l’associazione in una nota – l’iniziativa di mettere le famiglie con bisogni speciali al centro dell’attenzione di un programma politico di governo, e poiché riteniamo prioritario l’obiettivo di ridurre lo svantaggio sociale e sanitario progressivamente accumulato dagli individui e dalle famiglie di reddito molto basso, vorremmo esprimere il nostro totale dissenso circa l’intervento proposto. Secondo la Lega Consumatori l’iniziativa contribuirebbe invece ad aumentare ancor più il divario tra le famiglie più ricche ed istruite, che più facilmente risolvono i problemi di allattamento ed i cui figli ne trarranno i conseguenti benefici, e le famiglie più povere e meno istruite, che avranno dei figli alimentati artificialmente e quindi meno sani.

Dati alla mano l’associazione ricorda che prove scientifiche derivanti da centinaia di studi condotti negli ultimi venti anni confermano infatti che ogni metodo diverso dall’allattamento al seno ha conseguenze negative sulla salute e lo sviluppo dei bambini, nonché sull’autostima materna e sul rapporto madre-bambino. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) raccomanda che il latte materno costituisca il nutrimento esclusivo dei bambini fino a circa sei mesi d’età e che l’allattamento al seno prosegua fino ad almeno il secondo anno di vita. Nonostante tutti questi svantaggi che il rinunciare all’allattamento comporta e le raccomandazioni dell’OMS, l’allattamento al seno non è praticato come dovrebbe.

"Noi riteniamo – conclude la Lega Consumatori – quindi che le risorse destinate all’acquisto del latte artificiale possano essere meglio utilizzate per iniziative di "adozione sociale" a sostegno della genitorialità; tra queste un ruolo rilevante è rivestito dalla promozione, il sostegno e la protezione della pratica dell’allattamento materno. Siamo consapevoli che una scelta di questo tipo comporta un grado d’impegno estremamente più oneroso e complesso. Adeguare le strutture ed il personale sanitario alle esigenze di salute di mamme e bambini non è certo facile. Così come non è semplice impedire che gli interessi economici di aziende e multinazionali finiscano per interferire sulle scelte dei genitori circa la corretta alimentazione dei propri figli. Di certo è necessario. Anzi, si tratta di una precisa responsabilità di chi si appresta a governare il nostro paese".

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