Gli italiani nel 2005 hanno fumato di meno. E non solo per colpa della legge Sirchia. Ma anche per l’ulteriore aumento delle sigarette che, nonostante una riduzione di circa il 6% dei consumi, ha portato l’erario ad incassare il 3,5% in più. La riduzione è stata decisa: 3,5 milioni di chili di sigarette per via dei nuovi divieti, altri 2,5 milioni di chili per colpa degli aumenti. Ma non tutti i fumatori accaniti hanno risposto lasciando il pacchetto chiuso in un cassetto. Un fumatore su trenta, di quelli che abbandonano il tradizionale pacchetto, ha fatto ricorso a tabacco sfuso e cartine per non smettere. A fare il bilancio delle vendite di sigarette nel corso del 2005 è stato il Ref, il centro "Ricerche per l’Economia e la Finanza" nel suo "Tabacco observatory" dal quale emerge, inoltre, che la tendenza alla riduzione dei consumi da fumo è partita con i rincari del 2003. Negli ultimi tre anni la contrazione è così stata pari a 10 milioni di chili, l’equivalente del consumo annuo dei fumatori del Lazio o della Sicilia.


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