"La "riflessività" dei consumi delle famiglie italiane sembra la traduzione puntuale della realtà macroeconomica del Paese. Un’Italia che, nonostante una manovra finanziaria da 35 miliardi di euro e nonostante il rientro dall’extradeficit, si attende, per il prossimo anno, una crescita del Pil intorno all’1,4%". E’ quanto ha dichiarato il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli presentando, oggi a Roma, il rapporto Censis-Confcommercio "I consumi in Italia e in Europa nel 2006".

Secondo lo studio gli italiani sono molto più pessimisti circa l’immediato futuro (il 34,2%) rispetto agli altri Paesi (il 5% degli inglesi, il 10,4% dei tedeschi, il 19,6% dei francesi); gli ottimisti sono quasi il 45%, meno che in Gran Bretagna, Spagna e Germania. In particolare, a settembre, solo il 31% delle famiglie italiane ha incrementato i consumi rispetto al trimestre precedente (contro l’oltre 45% di francesi, spagnoli e inglesi.

Il rapporto rileva inoltre come solo il 30% degli italiani preveda di aumentare i consumi negli ultimi mesi dell’anno, contro il 55% della Spagna e il 53% della Germania. Più che negli altri paesi – si legge – in Italia pesa la percezione di una limitata disponibilità di reddito che per il 14,5% è addirittura critica; il 78% delle famiglie italiane acquista prodotti a marchio commerciale (nel 2004 erano il 66%); in Gran Bretagna lo fa oltre il 90%.

Per Sangalli l’Italia è "un Paese che, nonostante una manovra finanziaria da 35 miliardi di euro e nonostante il rientro dall’extradeficit, si attende, per il prossimo anno, una crescita del Pil intorno all’1,4%. In rallentamento, dunque, rispetto all’1,7% con cui dovrebbe chiudersi, per effetto della ripresina, l’anno in corso. Un Paese riflessivo e sotto sforzo, dunque. Un Paese, insomma, a cui non sembra ancora che la rotta sia cambiata.

Sulla Finanziaria il presidente di Confcommercio aggiunge: "Le riforme destinate ad incidere sulla dinamica strutturale della spesa pubblica – richiamate dal Dpef in riferimento ai grandi comparti di spesa della previdenza e della sanità, del pubblico impiego, della finanza pubblica centrale e locale – in finanziaria non vengono affrontate. E rinviare la soluzione di questioni oggettivamente urgenti certo non contribuisce a dare certezze e fiducia ai consumatori, alle famiglie, alle imprese. Smaltita la dose di sacrifici richiesti da questa finanziaria, tutti sanno, infatti, che resta aperto il problema di riformare il sistema pensionistico pubblico, di rendere la sanità pubblica più efficiente, di premiare nel pubblico impiego produttività, merito e responsabilità, evitando aumenti contrattuali a pioggia e favorendo una effettiva mobilità".

Scrive per noi

Redazione
Redazione
Help consumatori è la prima e unica agenzia quotidiana d'informazione sui diritti dei cittadini-consumatori e sull'associazionismo che li tutela

Parliamone ;-)