Si aprono oggi, ad Ischia, i lavori del seminario Agis "Vero o falso: la lotta alla contraffazione"che ha come oggetto di interesse tutti quegli atti che ledono la proprietà intellettuale. Scopo del seminario è quello di fornire informazioni pratiche sulle legislazioni penali adottate dagli Stati membri in materia di lotta alla contraffazione e tutela della proprietà intellettuale nonché sulle relative tecniche di indagine penale e sui principali dati statistici, individuando i punti di contatto e le divergenze.

"Quando il Dipartimento degli affari di giustizia ha proposto l’approfondimento di questo tema – spiega Augusta Iannini, capo del Dipartimento – il problema dei danni che il mercato del falso arreca all’economia, era da tempo avvertito dagli operatori del diritto. Ma diversamente da altri fenomeni criminali che destano un forte allarme sociale, la falsificazione di prodotti commerciali non viene percepita come un comportamento ad elevato indice di illiceità".

Al fine di contrastare l’aumento preoccupante del fenomeno della pirateria e della contraffazione, la Commissione europea ha adottato una strategia per il rafforzamento dei diritti di proprietà intellettuale anche al di fuori dei paesi UE. Il piano d’azione si basa sull’applicazione e sul rafforzamento delle attuali leggi a tutela della proprietà intellettuale con l’intento di armonizzare le varie legislazioni vigenti in vista della creazione di diritti unitari a livello comunitario ( marchio comunitario, brevetto comunitario, disegno o modello comunitario).

La Commissione ha inoltre adottato il 30 novembre 2000 un Piano d’Azione volto a rafforzare e a migliorare la lotta contro questo fenomeno. Tra le novità più rilevanti della normativa europea dell’ultimo decennio vi è senza dubbio la emanazione di una serie di Regolamenti volti a disciplinare l’intervento delle autorità doganali nei confronti di merci sospettate di violare taluni diritti di proprietà intellettuale e di misure da adottare nei confronti di merci che violano tali diritti.

Il seminario, che si concluderà il 1 ottobre, si propone soprattutto di verificare in che misura la normativa adottata nei vari paesi europei sia effettiva dal punto di vista legislativo e dal punto di vista operativo, con particolare riguardo alla circostanza che la contraffazione appare sempre più legata ad attività criminali di tipo organizzato alimentando l’immigrazione clandestina e presentandosi, a volte come una forma di finanziamento al terrorismo.

"Le strade delle maggiori capitali europee – conclude Iannini – sono piene di prodotti "firmati" contraffatti ed è noto che l’indotto determinato dal mercato del falso raggiunge livelli di tutto rispetto per l’economia di molti paesi e non solo di quelli emergenti. Dunque il primo problema è quello di sviluppare una sensibilità collettiva sulla illiceità del fenomeno, spiegando che il mercato della contraffazione è sempre più legato alla criminalità organizzata sia per l’evidente gestione dell’attività su larga scala sia per gli elevati profitti che possono essere conseguiti senza rischio di applicazione delle gravi pene previste dalla legge, proprio per la scarsa sensibilità che si registra nel punire certe condotte".


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