"La certificazione è la possibilità di tutelare l’origine del prodotto e dare garanzia al consumatore". Su questa premessa, dalle parole del suo vice presidente Pasquale De Angelis, nasce l’Istituto per la Tutela dei Produttori Italiani che oggi ha prestato la campagna istituzionale 2007 di promozione del marchio "Made in Italy 100%".

"L’Istituto – ha spiegato De Angelis – ha elaborato un disciplinare, in base al quale le aziende che producono interamente in Italia, possono ottenere la certificazione e quindi la possibilità di usare i relativi segni distintivi. I requisiti delle produzioni che possono essere certificate sono: un marchio proprio, prodotti interamente fabbricati in Italia, costruiti con materiali naturali di qualità e di prima scelta, realizzati con modelli esclusivi dell’azienda e costruiti adottando le lavorazioni artigianali tradizioni tipiche italiane".

La campagna istituzionale di promozione prevede pubblicità su mezzo radio (RADIO2RAI), su mezzo televisione (7GOLD), ma anche altre iniziative come la presenza ad esposizioni che permettono un contatto diretto con gli interlocutori commerciali principali. Si può inoltre consultare il sito www.madeinitaly.org.

Per Giacomo Beverati, consigliere della provincia di Ascoli Piceno "questo marchio è una grande occasione da cogliere per le Marche oltre che un’iniziativa da lodare per una serie di motivi, quali: il marchio testimonia la qualità del ruolo dei produttori made in Italy e della cultura del lavoro; siamo in presenza di una spinta che nasce da un insieme di produttori che hanno deciso di unirsi per promuovere se stessi; con il marchio si punta su quello che manca, ovvero i servizi a monte e a valle della produzione".

In Italia – ha detto l’avv. consulente dell’Istituto Pierfrancesco Maceratini – serve una legge a tutela del made in Italy che sia in linea con la normativa comunitaria. L’attuale proposta di legge in materia (N. 848 SCARICA LA PROPOSTA) prevede l’istituzione del marchio "100 per cento Italia ", di proprietà dello Stato italiano.che incontra dei limiti applicativi a livello comunitario. Noi proponiamo una certificazione volontaria che permetta la produttore di distinguersi". Sotto osservazione dell’avvocato anche l’art. 7 sull’etichettatura dei prodotti e l’art. 11 sulla promozione del marchio e registrazione comunitaria.

Scrive per noi

Redazione
Redazione
Marco Fratoddi, giornalista professionista e formatore, insegna Scrittura giornalistica al Dipartimento di Lettere e Filosofia dell’Università di Cassino dove ha centrato il proprio corso sulla semiotica della notizia ambientale e le applicazioni giornalistiche dei nuovi media. È direttore responsabile del periodico culturale "Sapereambiente", ha contribuito a fondare la “Federazione italiana media ambientali” di cui è divenuto segretario generale nel 2014. Collabora con il Movimento difesa del cittadino come caporedattore del progetto "Io scrivo originale" per l'educazione alla legalità nelle scuole della Campania, partecipa come direttore artistico all'organizzazione del Festival della virtù civica di Casale Monferrato (Al). E' stato Direttore editoriale dell’Istituto per l’ambiente e l’educazione Scholé futuro-Weec network di Torino, ha diretto dal 2005 all’ottobre 2016 “La Nuova Ecologia”, il mensile di Legambiente, dove si è occupato a lungo di educazione ambientale e associazionismo di bambini. Fa parte di “Stati generali dell’innovazione” dove segue in particolare le tematiche ambientali e le attività di comunicazione. Fra le sue pubblicazioni: Salto di medium. Dinamiche della comunicazione urbana nella tarda modernità (in “L’arte dello spettatore”, Franco Angeli, 2008), Bolletta zero (Editori riuniti, 2012), A-Ambiente (in Alfabeto Grillo, Mimesis, 2014).

Parliamone ;-)