L’industria del falso’ è tra le cause principali della crisi delle nostre imprese del settore manifatturiero. Quello della contraffazione denuncia Confartigianato "è un business colossale che gira a pieno regime ed è sempre più globalizzato. Negli ultimi 10 anni è cresciuto nella misura esponenziale del 1700 per cento sui mercati mondiali e sottrae alle aziende italiane 6 miliardi di euro l’anno". Dalle borse griffate agli occhiali da vista, dai prodotti di lusso ai profumi, passando per i prodotti farmaceutici fino alle contraffazioni alimentari: ogni anno l’Italia ‘brucia’ 1 miliardo e mezzo € in termini di evasione dell’Iva. I settori più esposti al mercato dei falsi sono quelli della moda – tessile-abbigliamento-calzature, oreficeria – cioè le attività di punta del ‘made in Italy’. Ma secondo l’associazione di categoria nessun settore può dirsi al sicuro dalle contraffazioni.

La ceramica di Vietri sul Mare, si legge dal comunicato, una delle nostre produzioni più famose nel mondo, è stata copiata e viene venduta come autentica. Stesso stile, stessi disegni e un prezzo del prodotto finito che costa quanto nella cittadina della costiera amalfitana gli artigiani pagano la materia prima.

La denuncia arriva dai maestri d’arte del Salernitano: negli ultimi due anni, hanno registrato un calo di vendite del 40%, soprattutto nei confronti degli americani. E così molte botteghe potrebbero presto chiudere.Spesso le merci contraffatte vengono importate, ma in molti casi la produzione avviene in Italia, proprio in quei distretti produttivi famosi nel mondo per la tipicità e la qualità delle nostre produzioni.
Ma non c’è soltanto un problema di griffe copiate. A colpire pesantemente l’artigianato e le piccole imprese italiane è anche il fenomeno dei prodotti che circolano con il marchio made in Italy e che invece sono completamente realizzati all’estero.

Per questo Confartigianato sollecita l’approvazione definitiva della proposta di legge per l’istituzione del marchio "Doc 100% Italia" che introduce marchi per la riconoscibilità e la tutela della qualità dei prodotti italiani. La proposta di legge, infatti, prevede la creazione del marchio per identificare i prodotti interamente realizzati in Italia, compresi i semilavorati grezzi; l’obbligatorietà dell’etichettatura di provenienza dei prodotti extra Ue; la carta d’identità dei prodotti finiti made in Italy; l’applicazione dei principi di legge a tutti i marchi collettivi e alle denominazioni ed etichettature previsti nelle legislazioni regionali per la tutela della qualità delle produzioni territoriali.


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