Domani, 5 ottobre, Confederazione italiana agricoltori e Legambiente incontreranno a Bruxelles gli europarlamentari per sollecitare misure in grado di sconfiggere l’agropirateria ovvero la contraffazione e la falsificazione alimentare che muove – secondo stime delle due associazioni – un business di 52,6 miliardi di euro.

Ogni anno il nostro Paese – continuano Cia e Legambiente – perde più di 2,5 miliardi di euro a causa del crescente assalto dell’agropirateria sui mercati internazionali. Dai prosciutti all’olio d’oliva, dai formaggi ai vini, ai salumi è un continuo di "falsi" e di "tarocchi" che provocano danni rilevanti ai nostri Dop, Igp e Stg, che rappresentano la punta di diamante del "made in Italy" nel mondo.

Il giro di affari dell’agropirateria – concludono Cia e Legambiente – è pari a poco meno della metà del fatturato agroalimentare italiano e il danno, purtroppo, è destinato a crescere, visto che a livello mondiale ancora non esiste una vera difesa dei nostri prodotti a marchio Dop, Igp e Stg e che nel 2004 sono triplicati i casi di sequestri di prodotti contraffatti o falsificati alle dogane dei Paesi dell’Unione europea.


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