Il Comitato Salviamo la Costituzione ha oggi consegnato oltre 800mila firme presso la Corte di Cassazione per la richiesta di referendum contro la riforma costituzionale. Il quesito: "Approvate il testo della legge costituzionale concernente ‘Modifiche alla parte II della Costituzione’, approvato in seconda votazione dalla Camera dei deputati il 20 ottobre 2005 e dal Senato della Repubblica il 16 novembre 2005 e pubblicato nella Gazzetta ufficiale n. 269 del 18 novembre 2005?".

Il presidente del Movimento Difesa del Cittadino (MDC), Antonio Longo, ha commentato: "E’ un giorno importante per la democrazia nel nostro Paese. MDC ha partecipato attivamente con le sue sedi territoriali alla sensibilizzazione dei cittadini e alla raccolta delle firme. Pur essendo rigorosamente contrari ai partiti dei consumatori, abbiamo ritenuto doveroso partecipare a questa battaglia in difesa dei valori fondamentali della Costituzione."

In questo giorno le Acli (Associazioni cristiane dei lavoratori italiani) rinnovano il proprio impegno, per i prossimi mesi, nell’azione di informazione dei cittadini al fine di impedire, con l’auspicata vittoria nel referendum, l’entrata in vigore della riforma costituzionale varata lo scorso novembre dalle forze della Casa delle Libertà. In particolare, le Associazioni invitano i cittadini italiani anche a guardare oltre l’appuntamento referendario, per evitare di ripetere gli errori del passato. L’appello, rivolto a tutte le forze politiche e sociali del Paese, è di "Inaugurare una nuova stagione costituente – ha affermato il presidente delle Acli, Luigi Bobba – ovvero cercare di recuperare i valori che hanno contraddistinto e segnato la nascita della democrazia italiana, valori che hanno il loro centro nella condivisione delle scelte e nella passione per il bene comune. Non si costruisce il futuro del Paese – ne siamo convinti – senza regole condivise". La proposta delle Acli è di optare per l’istituzione di una "Convenzione costituente", sul modello di quanto avvenuto per il Trattato costituzionale dell’Unione europea o percorrere la strada di una "Assemblea costituente" legittimata dal voto popolare.

Soddisfazione è stata espressa anche da parte di Cittadinanzattiva. "La mobilitazione dei cittadini e della nostra associazione, che aderisce al Comitato Salviamo la Costituzione – ha sottolineato Teresa Petrangolini, segretario generale dell’associazione – dimostra che la difesa della Costituzione non può essere relegata a questo o quel partito e che le modifiche non possono essere decise a colpi di maggioranza. Già con la nostra campagna "Ricuciamo la costituzione", promossa quando la riforma era in dirittura di arrivo, i cittadini hanno apposto migliaia di firme sulle coperte patchwork che simbolicamente abbiamo cucito in circa trenta città".

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