Quasi il 60% dei migranti è integrato finanziariamente. Questo in sintesi il dato emerso durante il secondo giorno di lavori del Forum italiano sulla Corporate Social Responsibility (Csr). I dati Caritas riferiscono di 1 immigrato ogni 22 abitanti, 2.6 milioni di immigrati regolari pari a circa il 5% della popolazione, un andamento molto sostenuto di nuova immigrazione che tra il 2000 e il 2004 è raddoppiato. A giugno 2004 risultavano esserci in Italia 184 mila imprenditori stranieri. Insomma, una realtà oramai strutturale del nostro Paese, che rende quanto mai importante la loro integrazione economica nella società e nei meccanismi finanziari.

Ad un’immigrazione ormai matura e ad una presenza sempre più stabilizzata, corrisponde una pronta risposta delle banche: ad oggi dei 2.100.000 immigrati in età adulta, il 57,3% è cliente di una banca. Si tratta di oltre 1 milione di clienti bancari e di quasi il 60% degli immigrati che vivono regolarmente in Italia. È quanto emerge da una ricerca svolta da Abi in collaborazione con il CeSPI – Centro Studi di Politica Internazionale – diretta a rilevare la bancarizzazione dei migranti in Italia. L’indagine è stata svolta nell’ambito delle ricerche del Comitato Nazionale Italiano 2005 Anno Internazionale del Microcredito promosso dal Ministero degli Affari Esteri, e riguarda un campione di banche che rappresentano il 64% del totale attivo di sistema e il 62,5% degli sportelli in funzione sull’intero territorio nazionale.

Oltre le rimesse, il servizio maggiormente richiesto dai migranti che ogni anno muove dall’Italia circa 5 miliardi di euro, il canale di collegamento con la banca si sviluppa anche in un quadro più organico di rapporti. Tra i prodotti preferiti i servizi di conto corrente di base (deposito, addebiti e bonifici, pagamento utenze); le carte pre-pagate o ricaricabili; i servizi legati al trasferimento delle rimesse (accordi con banche estere, convenzioni con agenzie di money transfer, i bonifici transfrontalieri a condizioni favorevoli, l’utilizzazione delle carte pre-pagate per il ritiro di contante nei Paesi di origine); il credito al consumo (mutui casa, prestiti finalizzati e prestiti personali).

 

 

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