Per la filiera del libro, per la promozione della lettura, potrebbe essere un bell’aiuto. Sono questi, infatti, gli obiettivi dell’Istituto del Libro nato a Roma nei giorni scorsi. Nato nell’ambito del ministero dei beni culturali, dove di fatto sostituisce il vecchio servizio di promozione del libro e della lettura, il nuovo Istituto per il Libro, avrà ”una sua forte autonomia tecnica e scientifica” premette Luciano Scala, direttore generale dei beni librari e culturali del ministero, con un suo comitato scientifico ed una segreteria tecnica. E si caratterizza per una stretta collaborazione con le regioni, le province, i comuni, ma anche con la società civile, dalle scuole alle librerie, ai club di lettura.

Gli obiettivi sono diversi: realizzazione di mostre in Italia e all’estero, partecipazione a saloni e fiere del libro, programmi per la diffusione della lettura nelle scuole, promozione di studi e ricerche, organizzazione di premi. Già previste ci sono anche grandi campagne pubblicitarie. Oltre ad una originale riedizione del Grand Tour, ovvero il ”Grand Re – Tour ” con eventi e manifestazioni che racconteranno l’Italia, e un percorso rovesciato dal Sud al Nord con meta finale a Weimar, patria di Goethe, il grandtouriste per antonomasia.

Ma soprattutto si punta a raggiungere gli italiani in modo capillare, toccando ”strade, piazze, teatri, carceri, centri per la terza eta’, ospedali, comunita’ religiose”. Il modello, spiega ancora Scala, e’ quello spagnolo, in particolare la fondazione ”German Sanchez Ruiperez”. Punto dolente ”i fondi – argomenta il funzionario – ma anche il personale”, perché quello che animava il vecchio servizio di promozione per il libro naturalmente non basta.

 

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