L’Autorità Antitrust con provvedimento notificato quest’oggi ha condannato l’Associazione per la promozione del digitale televisivo terreste (DGTVi) al pagamento di una sanzione di 10 mila euro per aver violato la normativa di garanzia dei consumatori in materia di pubblicità ingannevole.
Dopo i ricorsi presentati dal Movimento Difesa del Cittadino lo scorso anno, l’Autorithy aveva dichiarato ingannevoli una serie di spot realizzati dall’organismo che raggruppa le principali società operanti nel digitale terrestre tra cui anche la Rai La 7 televisioni, Mediaset, Dfree,FRT ed enti come la Fondazione Ugo Bordoni quest’ultima destinataria anche di finanziamenti statali per la ricerca.

Come emerso da accertamenti svolti dal Movimento Difesa del Cittadino nel maggio 2005 era ancora visibile sul sito del consorzio uno degli spot vietati, da qui le documentate denunce di MDC e di Adiconsum all’Antitrust, che ha accertato la violazione applicando per la prima volta nella storia le nuove sanzioni pecuniarie previste per chi viola i provvedimenti dell’autorità dalla cosiddetta legge Giulietti (D.lgs 206/05).

Grande soddisfazione è stata espressa per il provvedimento del Presidente Catricalà da Francesco Luongo, responsabile del Dipartimento Nazionale TLC dell’associazione ed autore del ricorso, secondo cui "l’episodio dimostra ancora una volta come il digitale terrestre sia stato promosso in questi anni a colpi di sprechi e reiterate pubblicità ingannevoli, mentre ancora non è chiara l’utilità di questa nuova tecnologia e perché debba essere promossa con soldi pubblici a discapito della banda larga in internet e del satellite."

"Il Movimento Difesa del Cittadino ribadisce ancora una volta – ha affermato Luongo – la propria contrarietà agli aiuti di stato per una televisione digitale sempre più privata e pay tv che pubblica e gratuita, soprattutto si dichiara assolutamente contrario allo switch off previsto per il 31 gennaio 2006 a discapito dei cittadini della Sardegna e della Val D’Aosta, il 60% dei quali tra due mesi rimarrebbe senza tv ameno di non sborsare almeno 200 euro di decoder per ogni tv domestica."

Per MDC la sanzione irrogata dal Presidente Catricalà all’associazione DGTVi per la violazione delle norme in materia di pubblicità ingannevole ai danni dei consumatori è un fatto gravissimo ed è intollerabile che continuino a far parte di quest’organismo la Rai Tv ed un ente di ricerca come la Fondazione Ugo Bordoni finanziati con i soldi dei cittadini.

L’Associazione chiede perciò alla Rai di uscire dall’associazione ed al Ministero delle Comunicazioni di sospendere tutti gli eventuali i progetti ed iniziative per la promozione della Tv digitale svolti in collaborazione con il DGTVi o comunque ad esso patrocinati dallo Stato o altri enti pubblici.

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