"Varare un canale in digitale terrestre generalista, senza pubblicità e attrattivo in termine di audience, come ha prescritto l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, è per la Rai un’operazione "costosissima" e non più attuale". E’ la replica del consigliere di amministrazione Carlo Rognoni, al presidente dell’Authority, Corrado Calabrò, che ha annunciato una diffida nei confronti della tv pubblica per il ritardo di fronte a questo adempimento.

"Varare un canale di questo tipo – ha detto Rognoni – aveva senso quando si pensava che il digitale terrestre sarebbe diventato operativo nel giro di due anni. Ora il governo ha allungato il termine per il passaggio alla nuova tecnologia a fine 2008, realisticamente si può immaginare che tale passaggio si realizzerà tra il 2012 e il 2015: ci si dia il tempo. Non si capisce perché dobbiamo realizzare questa rete oggi, per di più gratis, senza pubblicità, mentre Mediaset utilizza il digitale terrestre per fare soldi con la "pay per view", perché dovremmo investire in una operazione costosissima, per di più senza che il governo ci abbia dato una lira in più per il canone".

In ogni caso, la Rai sta lavorando a ridefinire l’offerta per il digitale terrestre "sia sotto l’aspetto tecnologico, cioè dal punto di vista degli investimenti e dei tempi, sia sotto il profilo dei contenuti: la commissione sul digitale e i nuovi media che presiedo – ha annunciato Rognoni – concluderà entro fine gennaio il suo rapporto, che sarà consegnato al direttore generale. Toccherà poi al Dg e all’intero consiglio esaminarne analisi e suggerimenti".

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