Il Consiglio dei Ministri è iniziato da pochi minuti e c’è incertezza sul suo ordine del giorno. Si è detto che nella seduta odierna il Governo dovrebbe discutere un decreto legge per sostenere i consumi. Ma c’è un altro avvenimento che in questi giorni sta tenendo banco e sul quale il CdM ha deciso di intervenire. Il caso Englaro: il Governo dovrebbe decidere se emanare o meno un decreto per impedire a chiunque la cessazione della somministrazione di acqua e alimentazione ("L’alimentazione e l’idratazione, in quanto forme di sostegno vitale e fisiologicamente finalizzate ad alleviare le sofferenze, non possono in alcun caso essere rifiutate dai soggetti interessati o sospese da chi assiste soggetti non in grado di provvedere a se stessi").

La scelta del Consiglio dei Ministri, tuttavia, ha fatto e continua a far discutere chi è fuori ma anche chi è dentro la coalizione di maggioranza. Per Walter Veltroni, segretario del Pd: "Un pesante intervento della politica sarebbe per me inaccettabile. Penso che il Parlamento dovra’ legiferare sul testamento biologico e che ci siano le condizioni per una legge umana e giusta; ma non e’ materia nella quale poter fare colpi di scena propagandistici".

La pensa cosi’ anche Stefania Prestigiacomo, ministro dell’Ambiente: "La politica scelga il silenzio". A favore di un intervento del governo si schiera invece Pier Ferdinando Casini, leader dell’Udc. Per Maurizio Sacconi, ministro del Welfare: ”Sarebbe paradossale che Eluana Englaro dovesse essere l’unica persona a morire sulla base di una volonta’ presunta".

Secondo l’associazione Cittadinanzattiva "si interviene con un decreto ad personam su un terreno che riguarda i diritti di tutti i cittadini esautorando il Parlamento dalle sue funzioni e inasprendo il conflitto tra poteri. Se la nutrizione e l’idratazione artificiale diventano obbligatori per tutti anche per chi è cosciente ed in grado di esprimere la propria volontà, vuol dire che si vogliono calpestare i diritti di tutti e non solo di chi, come Eluana, non è più in grado oggi di esprimere la sua volontà. Per questo chiediamo al Governo di non irrigidirsi sulla sua posizione e di lasciare al Parlamento il compito attribuitogli dalla Costituzione, e di impegnarsi per una legge sul testamento biologico. Alla famiglia di Eluana, nel caso in cui volesse appellarsi contro questo decreto, siamo disponibili ad intervenire a loro sostegno con la nostra rete di Giustizia per i diritti".

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Redazione
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Marco Fratoddi, giornalista professionista e formatore, insegna Scrittura giornalistica al Dipartimento di Lettere e Filosofia dell’Università di Cassino dove ha centrato il proprio corso sulla semiotica della notizia ambientale e le applicazioni giornalistiche dei nuovi media. È direttore responsabile del periodico culturale "Sapereambiente", ha contribuito a fondare la “Federazione italiana media ambientali” di cui è divenuto segretario generale nel 2014. Collabora con il Movimento difesa del cittadino come caporedattore del progetto "Io scrivo originale" per l'educazione alla legalità nelle scuole della Campania, partecipa come direttore artistico all'organizzazione del Festival della virtù civica di Casale Monferrato (Al). E' stato Direttore editoriale dell’Istituto per l’ambiente e l’educazione Scholé futuro-Weec network di Torino, ha diretto dal 2005 all’ottobre 2016 “La Nuova Ecologia”, il mensile di Legambiente, dove si è occupato a lungo di educazione ambientale e associazionismo di bambini. Fa parte di “Stati generali dell’innovazione” dove segue in particolare le tematiche ambientali e le attività di comunicazione. Fra le sue pubblicazioni: Salto di medium. Dinamiche della comunicazione urbana nella tarda modernità (in “L’arte dello spettatore”, Franco Angeli, 2008), Bolletta zero (Editori riuniti, 2012), A-Ambiente (in Alfabeto Grillo, Mimesis, 2014).

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