Occupazione e istruzione più accessibili, maggiore attenzione al cosiddetto "collocamento mirato", iniziative per semplificare la vita delle persone con disabilità, che passano anche per una maggiore facilità ad inserirsi nel mondo del lavoro e della formazione. A questi obiettivi sembrano mirare decisamente le decisioni adottate da alcune regioni e province a cavallo tra il 2005 che finiva e il nuovo anno da poco iniziato. Del collocamento mirato si occupano innanzitutto le province di Lodi e Varese, che sui rispettivi siti istituzionali – www.provincia.lodi.it e www.provincia.va.it – mettono a disposizione dei lavoratori con disabilità tutte le informazioni e la documentazione necessaria (compresi moduli scaricabili) per presentare domanda di lavoro. Sulla base delle domande pervenute e all’anzianità di iscrizione, le Province stileranno la graduatoria per regolare il collocamento lavorativo delle persone disabili presso le aziende tenute ad assumerle in base alla Legge 68 del ’99, che regola appunto il collocamento mirato.
Intanto, su www.disabilielavorolombardia.it – il sito completamente accessibile realizzato dall’Agenzia regionale per il lavoro della Regione Lombardia – nasce il servizio "Via del lavoro", un percorso interattivo grazie al quale scoprire il lavoro più adatto alle proprie esigenze e competenze. Non solo. A disposizione degli utenti schede informative sui servizi per il lavoro e la formazione di tutte le province lombarde, normativa, notizie utili. La giunta regionale lombarda ha, peraltro, stanziato 1.100,000 euro a favore di associazioni impegnate a favore dei disabili, per la promozione di progetti innovativi e sperimentali nell’ambito dell’inserimento lavorativo, del raccordo tra servizi per il lavoro pubblici e privati e dello sviluppo delle cooperative sociali. In particolare, saranno "premiati" i progetti che punteranno alla qualificazione degli operatori che si occupano specificamente di collocamento mirato, quelli mirati alla sperimentazione della figura "Catalizzatore di rete" – per mettere in collegamento i diversi servizi per il lavoro – e del "promotore diretto" delle opportunità europee, nazionali, regionali e locali per le imprese che assumono lavoratori con disabilità.
I moduli per la presentazione dei progetti è sacricabile dal sito http://formalavoro.regione.lombardia.it

Dal canto suo, la Regione Marche ha appena avviato un progetto di promozione della cultura per non vedenti e ipovedenti che coinvolgerà almeno 4000 marchigiani. Accesso alla lettura e all’informazione con strumenti informatici: innanzitutto il Portale regionale che si nutrirà di testi scolastici e pubblicazioni delle case editrici marchigiane, dei quali poi i relativi files saranno scaricabili sul proprio Pc, o comunque fruibili attraverso i software che consentono l’ingrandimento delle immagini o che traducono le immagini in parole attraverso un sintetizzatore vocale, o la stampa per mezzo delle stampanti braille. Il progetto si realizzerà attraverso l’accordo che la Regione ha stretto con l’UIC (Unione Italiana Ciechi) e l’Arem, l’Associazione regionale degli editori marchigiani. In particolare, l’UIC farà da tramite tra editori e Regione, impegnandosi a raccogliere le pubblicazioni, a riscuotere il 20% del prezzo di copertina e a devolverlo agli editori ogni trimestre. I testi sono poi inseriti sul portale www.regione.marche.it e messi a disposizione dell’utenza con disabilità visiva.

E non può mancare la "solita" Emilia Romagna, che distribuirà oltre 7 milioni di euro alle province attraverso il Fondo regionale per i disabili nato dall’approvazione della legge regionale sul lavoro dell’agosto 2005. Si tratta di 3 milioni di euro alimentati dai versamenti delle imprese esonerate dall’obbligo di assunzione di disabili (a causa, per esempio, della pericolosità dei loro specifici processi produttivi), cui si aggiungono gli altri 4 previsti dal Fondo nazionale. Da utilizzare ad una condizione: che le province li impeghino in azioni finalizzate alla promozione dell’inserimento lavorativo delle persone disabili attraverso corsi di formazione, tirocini, azioni di tutoraggio, agevolazioni per le assunzioni, adattamenti dei posti di lavoro e personalizzazione delle modalità organizzative, comprese le forme concordate di telelavoro.

Il Fondo sarà ripartito in base a diversi criteri: la popolazione residente, il numero di disabili non occupati, la quantità di posti "scoperti", ma anche la maggiore efficienza nella spesa delle province. A Bologna, dunque, quasi 1 milione di euro, a Ferrara circa 520mila, a Modena circa 830mila, così come a Parma (853mila euro) e a Reggio Emilia (830mila). E ancora: 491mila alla Provincia di Forlì-Cesena, 615mila circa a Piacenza, 510mila a Ravenna, 436mila circa alla Provincia di Rimini.

a cura di Valentina Caracciolo

 

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