Per uscire di casa e andare in farmacia Maurizio deve percorrere un chilometro, quando il suo palazzo, un fabbricato del complesso Le Muse di via Ferraironi a Roma, dista appena 50 metri dal negozio. La colpa è di quei paletti di ferro, che non gli permettono di passare con la sua sedia a rotelle e che lo costringono a fare il giro di tutte le palazzine del complesso residenziale.

Per questo M. P. si è rivolto al Movimento Difesa del Cittadino di Roma, affinché vengano abbattute le barriere architettoniche, che costituiscono degli ostacoli alla completa mobilità delle persone in condizioni limitate di movimento e, soprattutto, di quelle che si muovono con sedia a rotelle.

"L’eliminazione delle barriere architettoniche -ricorda Alessandro Patrizi, legale del Movimento Difesa del Cittadino di Roma – è un diritto del cittadino sancito dalla Costituzione e disciplinato dalla Legge 13/89, che prevede che ogni edificio privato debba soddisfare tre condizione fondamentali: accessibilità, adattabilità e visibilità".

Per questo, l’avvocato Patrizi, che difende il signor M.P ha richiesto all’amministratore del condominio come interventi di innovazione 3 scivoli, due semicerchi o semi-curve, che permetteranno di accedere alle Muse da via F. Ferraironi.

"Eliminare le barriere architettoniche non significa solo rispettare una legge dello Stato – ricorda Patrizi – ma rappresenta una conquista civile del diritto alla mobilità, quale principio che promuove una più profonda opportunità di integrazione sociale".

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