Sono 135 in tutta Italia, gli spazi (sentieri, aree attrezzate, piste ciclabili) e le strutture (centri visita, musei, punti di ristoro, foresterie) progettati in funzione delle esigenze delle persone disabili, in 46 parchi regionali. Questi i risultati dell’indagine effettuata nell’ambito del progetto "Parchi accessibili" di CTS e Legambiente e il sostegno del Ministero del Lavoro e delle politiche sociali presentati stamani in conferenza stampa presso la sede romana del CTS in Via Albalonga 3, alla presenza di Sebastiano Venneri della segreteria nazionale di Legambiente, Stefano Di Marco vice presidente CTS e Annagrazia Laura project Manager area sviluppo progetti europei di CO.IN- Cooperative Integrate Onlus.

Favorire l’accessibilità dei parchi ad un’utenza ampliata (persone con disabilità, ma anche anziani e famiglie con bambini piccoli), aumentando le informazioni relative al territorio e sensibilizzando tecnici, progettisti e gestori delle stesse aree protette sui temi dell’accessibilità e sull’importanza di abbattere le barriere architettoniche. Questi gli obiettivi del progetto di CTS e Legambiente, di cui stamani sono stati presentati i risultati.

Le strutture accessibili alle persone con disabilità sono concentrate in 46 parchi regionali (il 44%) sui 105 istituiti sul territorio nazionale e sono concentrati soprattutto al Nord, dove 27 (il 42% dei 64 presenti nel Settentrione) hanno dichiarato di avere unità potenzialmente accessibili, contro i 12 del Centro (il 44,4% dei 27 parchi presenti nell’area) e i 6 del Sud (il 40% dei 15 del Meridione e delle isole). In rapporto al numero di aree protette presenti nella Regione invece, sono proprio alcune aree del Centro Sud come Basilicata (2 parchi accessibili su 2 parchi regionali), Sardegna (1 su 1), Sicilia (3 su 4), Umbria (4 su 6) e Toscana (3 su 5) a manifestare la maggior attenzione nei confronti del tema dell’accessibilità. Mentre sono concentrati in altre regioni del Sud i parchi che non hanno affrontato in nessun modo il tema dell’accessibilità ad un’utenza ampliata.

Per quanto riguarda la tipologia degli interventi, sono i parchi del Nord, dove circa il 33% delle realizzazioni ha ricercato soluzioni che tenessero conto contemporaneamente delle esigenze di diverse forme di disabilità (motoria, sensoriale, psichica) a manifestare una maggiore attenzione alla complessità del tema. I Parchi del Sud invece sono caratterizzati dalla difficoltà di maturare un approccio di sistema in grado di fare dell’accessibilità un elemento trasversale a tutte le politiche dell’Ente, dagli interventi strutturali ad iniziative, servizi, promozione e comunicazione. Il 50% dichiara infatti di aver affrontato il tema dell’accessibilità in un unico intervento sporadico, contro l’83% dei parchi del Centro e l’89% di quelli del Nord che segnala di aver considerato il tema dell’accessibilità ad un’utenza ampliata nei diversi interventi apportati a strutture, spazi aperti e servizi presenti nell’area protetta. Per garantire la correttezza delle informazioni, ottenute contattando direttamente le aree protette, in gran parte dei parchi rilevati sono stati fatti dei sopralluoghi di validazione da parte di una squadra di 10 operatori opportunamente formati nell’ambito del progetto.

"Gli interventi realizzati con Parchi accessibili – ha dichiarato Antonio Nicoletti responsabile aree protette di Legambiente – hanno innanzitutto un valore etico-sociale, in quanto favoriscono l’integrazione di gruppi a rischio di esclusione sociale ma anche una ricaduta economica, perché sono diretti ad un target di nuovi potenziali turisti, che in molti casi attende solo risposte adeguate alle proprie esigenze. E le aree protette – ha concluso Nicoletti – proprio in questo turismo allargato, possono trovare occasioni per allungare la stagione turistica con un’offerta responsabile e di qualità".

Micaela Solinas, responsabile del progetto per CTS ha aggiunto: "Il primo passo per favorire e promuovere la visita di un territorio da parte di tutti i cittadini è quello di rendere facilmente disponibili informazioni sicure e verificate. Per farlo occorre considerare quanto più possibile le esigenze, gli interessi e le aspettative di una utenza ampliata, ovvero dell’essere umano considerato nella sua complessità, che include molteplici situazioni e capacità, momenti diversi della vita, nel corso della quale la persona può andare incontro a cambiamenti temporanei o permanenti che in qualche modo ne modificano le necessità. In questo senso il progetto si rivolge, in particolare, non solo alle persone con disabilità ma a chiunque abbia esigenze specifiche nella fruizione dell’ambiente circostante. Il progetto si rivolge inoltre a chi, occupandosi a vario titolo di aree protette e di spazi verdi in genere, può intervenire per migliorarne l’accessibilità e la fruibilità".

"Oggi che il tempo libero è sempre più percepito come un vero e proprio diritto per ogni essere umano – ha commentato Grazia Sestini, sottosegretario del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali – il diritto alle pari opportunità nel tempo libero per tutte le persone, comprese le persone con disabilità, rientra a buon titolo fra gli obiettivi prioritari che il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali si impegna a perseguire. Per questo il Ministero ha colto volentieri l’opportunità offerta da CTS e Legambiente, offrendo la propria collaborazione e il proprio sostegno".

Nel corso della conferenza stampa, sono state presentate 4 esperienze pilota, dove sono stati realizzati interventi strutturali che, oltre a migliorare in modo diretto l’accessibilità dei luoghi, presentano elementi di alta riproducibilità.

Ecco in breve la descrizione degli interventi:

  • Parco del Mincio (Goito – MN) – Realizzazione di un sentiero destinato agli utenti che presentano tipi di disabilità varie, all’interno del Parco storico Bertone, all’interno dell’area parco del Mincio. Il sentiero conduce al Centro per la reintroduzione delle cicogne bianche ed è stato attrezzato di corrimano, cordolo di battuta laterale, pannelli informativi in braille, segnaletica e un apposito sistema di diffusione e ascolto dei suoni del bosco. Per il fondo è stata adottata una pavimentazione trattata con il sistema ad impregnazione. È inoltre prevista la realizzazione di un’audio-guida di supporto alla visita, pensata per agevolare la fruizione da parte delle persone non vedenti.
  • Parco di Monte Mario (Roma) – È stato creato un nuovo sentiero realizzato nei pressi della Casa del Parco, accessibile anche alle persone che utilizzano la sedia a rotelle. Con questo intervento è stato possibile rendere fruibile al maggior numero di utenti la parte alta del Parco, caratterizzata da un andamento più dolce del terreno e dal suggestivo paesaggio del belvedere su San Pietro.
  • Oasi dunale Torre di mare (Paestum – SA) – L’intervento ha portato alla creazione di un allestimento che consente la visita dell’area per tutta la sua estensione fino alla spiaggia, dove, mediante sedia a ruote in materiali resistenti all’acqua messa a disposizione dall’area protetta, è possibile garantire l’accesso al mare. Il percorso si snoda attraverso la pineta e arriva in prossimità del mare. Lungo il percorso sono predisposti degli slarghi per realizzare le stazioni di conoscenza della vegetazione autoctona che consentono di approfondire la visita attraverso la valorizzazione dei diversi sensi.
  • Orto botanico dei Frignoli (Borgo di Sassalbo – MS) – È stato creato un percorso multi-opzionale concepito per ottimizzare la mobilità autonoma di persone con difficoltà motorie e problemi di affaticamento. L’intervento ha portato alla sistemazione del fondo del tracciato, l’inserimento di segnalazione verticale e orizzontale (mappa tattile, indicazioni in Braille, pe
    rcorsi tattili) e l’allestimento di postazioni didattico – ludico – ricreative. Inoltre, sono state realizzate delle postazioni tipo orto botanico fruibili anche da seduti.

 

 

 

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