"Non è certo una manovra che possa ridare vigore all’economia e rilanciare la competitività del sistema imprenditoriale. Siamo ancora una volta in presenza di misure tampone, di tagli indiscriminati per contenere la spesa pubblica, di una politica di corto respiro. Di risorse per attivare investimenti produttivi poco o nulla. Quindi, ancora un’occasione persa". Così il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi ha giudicato le linee guida del Documento di programmazione economica e finanziaria (Dpef) presentate dal governo alle parti sociali durante l’incontro a Palazzo Chigi.

"Nelle linee indicate -ha aggiunto Politi- c’è molta vaghezza. Gli stessi tempi e modi per la riforma dell’Irap appaiono poco chiari. Manca una reale concretezza d’azione. La cosa certa è che si intende procedere attraverso interventi finalizzati unicamente al contenimento della spesa e alla riduzione del disavanzo dei conti pubblici, nel rispetto dei parametri dell’Unione europea, sui quali non abbiamo nulla da eccepire. E’ il resto che non c’è. Il problema vero dell’economia italiana, che è la perdita di competitività delle imprese, rischia seriamente di rimanere tale, se non di aggravarsi ulteriormente". "Un discorso questo che interessa da vicino -ha sottolineato il presidente – le aziende agricole che, oltre a vedere ridotti i loro redditi, continuano a perdere terreno sui mercati in maniera preoccupante. E a questo si aggiunge una situazione di piena emergenza sul fronte dei prezzi che per i produttori si riducono sempre di più".

"Non è così che si superano le complesse difficoltà economiche del Paese. Oggi, purtroppo, siamo in una fase di piena recessione che -ha rilevato Politi- richiederebbe misure coraggiose e realmente incisive per ridare slancio all’intero sistema imprenditoriale, favorendo lo sviluppo, la competizione sui mercati e il rilancio dei consumi. D’altronde, senza risorse e investimenti la ripresa si allontana"."E proprio quello dei consumi è un nodo irrisolto. L’ultima manovra sull’Irpef -ha rimarcato la Cia- non ha prodotto alcun effetto positivo. Gli acquisti delle famiglie italiane non hanno segnato una ripresa, anzi si sono ulteriormente ridotti. I sette miliardi di euro scaturiti dalla riduzione dell’imposta hanno riguardato solo una determinata fascia di redditi medio-alti. E’ rimasta tagliata fuori la stragrande maggioranza dei cittadini. Ora non vogliamo che tutto ciò si ripeta nel prossimo anno. Sollecitiamo, pertanto, che l’annunciato prossimo intervento fiscale venga indirizzato ad una ben più ampia platea di lavoratori e che determinate risorse vengano convogliate anche all’aumento delle pensioni minime, soprattutto nel settore agricolo".

"Comunque, lo scenario -ha affermato Politi- resta pieno di ombre e alimenta le preoccupazioni degli imprenditori agricoli che non vedono, al momento, risposte valide ai loro complessi problemi. E saranno, dunque, costretti a continuare ad operare nell’incertezza e tra ostacoli, gravosi oneri e pesanti condizionamenti". "Al governo -ha concluso il Politi – chiediamo che l’intera manovra economica, e quindi anche la legge finanziaria per il 2006, venga discussa in modo approfondito e concreto con le parti sociali. La concertazione non può e non deve essere ridotta ad una semplice comunicazione. Altrimenti, è completamente inutile".


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