"Il quadro della situazione sulla diffusione della droga, presentato questa mattina al congresso della Federserd Lazio, è drammatico. Allarmante il fatto che il primo contatto con le droghe cominci già a 11 anni e che possa poi condurre alla prostituzione". A dirlo è Maria Rita Munizzi, presidente nazionale del Moige – Movimento Italiano Genitori.

"Preoccupa anche il fatto che – aggiunge la Munizzi – ad accorgersi dell’uso di droga non siano per prime le famiglie bensì gli insegnanti. Secondo gli esperti le famiglie sono "assenti" e non in grado di trasmettere valori e certezze per il futuro; spesso è vero ma non si possono sempre scaricare le colpe sui genitori. Per combattere questa piaga sociale – prosegue – non ci si può affidare esclusivamente alla volontà di madri e padri, serve invece una risposta strutturale che coinvolga anche le politiche familiari".

"Quello che oggi noi genitori chiediamo – dice il presidente – è un’azione su più fronti. Da una parte maggiore repressione dello spaccio, spesso indisturbato anche davanti alle scuole, dall’altra più sostegno alle famiglie, per metterle nelle condizioni di compiere al meglio le proprie funzioni, e maggiore coinvolgimento nel processo educativo".

"Dunque – conclude la Munizzi – ben venga, come ipotizzato nel corso del congresso, una specifica formazione per gli insegnanti ma non si dimentichi che per prima cosa bisogna aiutare le famiglie e dare loro la possibilità di scegliere per i propri figli una scuola che rifletta i valori familiari così da dare ai ragazzi un’educazione veramente solida".


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