"Predisporre seri meccanismi di controllo sulle attività di commercio on-line, istituendo una campagna di informazione chiara e trasparente verso il "popolo della rete" e adottando all’uopo progetti di legge atti a penalizzare efficacemente i ciybertruffatori". Questa la proposta di CODICI al Ministero delle Telecomunicazioni per tutelare gli utenti dei servizi di commercio elettronico.

"Compra e vendi in sicurezza, in modo semplice e sicuro". Questo – sottolinea l’associazione – è in sostanza il messaggio in primo piano se ci si connette a uno dei tanti siti di aste on-line, dove i consumatori virtuali hanno possibilità di acquistare merci a prezzi competitivi. Ma il risparmio, a volte, può costare caro. "Su questi tipi di siti è in vendita ogni tipo di merce – avverte in una nota Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di CODICI-, talvolta si possono fare degli affari, ma altre volte si può incorrere in truffe eclatanti".

Nell’epoca a noi contemporanea – continua la nota – l’incidenza dell’e-commerce sulle abitudini di vita dei consumatori è un fatto innegabile nonché un fenomeno che interessa la Comunità europea. È necessaria, quindi, un’informatizzazione dei controlli, da parte delle autorità e della polizia postale, più denso e peculiare. Se si pensa, infatti, che solo su e-bay ogni mese oltre 6 milioni di navigatori italiani visitano il sito, ci si può fare un’idea dell’incidenza e della notorietà di tali modalità di acquisto.

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