Con il Sistema Pubblico di Connettività nasce l’interoperabilità tra le PA centrali e locali così i cittadini e le imprese non saranno più costretti ad essere i "fattorini" di sé stessi, da un ufficio pubblico all’altro, per sbrigare le proprie pratiche burocratiche. A mandare letteralmente in soffitta i "pellegrinaggi" da uno sportello all’altro è una grande infrastruttura telematica pubblica (SPC) che presto metterà in connessione veloce, sicura ed efficiente tutti gli uffici pubblici, sia statali che locali, affinché dialoghino tra loro scambiandosi dati e informazioni relativi ai cittadini ed imprese.

"Con questo sistema il Paese ha davanti una straordinaria occasione di modernizzazione e di crescita in quanto l’interconnessione in rete rafforzerà il valore della PA come fattore di competitività", ha detto il Ministro per l’Innovazione e le Tecnologie, Lucio Stanca, ricordando che "per realizzare l’infrastruttura telematica è stato stanziato un investimento di 1,2 miliardi di ? in cinque anni e che, rispetto agli attuali costi della Rete pubblica determinerà rilevanti risparmi. Il sistema comprende una rete multifornitore (lunedì scorso sei tra i maggiori operatori in Italia hanno presentato le loro offerte), un centro di gestione (in settimana sarà emesso il bando di gara) ed un sistema di interoperabilità e di cooperazione applicativa".

Nel frattempo comincia ad essere già operativa anche l’estensione all’estero di SPC, ossia la Rete Internazionale per la Pubblica Amministrazione-RIPA destinata a collegare oltre 500 uffici pubblici italiani posti in 120 Paesi (ambasciate, consolati, Camere di Commercio, Istituti di Cultura e sedi Ice), una delle più grandi reti telematiche pubbliche al mondo. Il Ministro Stanca ha spiegato che "con SPC si avvia l’integrazione dei processi di servizio tra tutte le Pubbliche Amministrazioni, innescando la possibilità di erogare servizi integrati ai cittadini e alle imprese, con punti unici di accesso, e di condividere i dati e le informazioni tra le amministrazioni, nel rispetto della privacy, evitando così di richiederli più volte".

Insomma, ha aggiunto Stanca, "nel Paese sta per partire una vera e propria devolution digitale, sia verticale che orizzontale". Tra le applicazioni previste ci sono l’interscambio di dati anagrafici, sanitari, catastali e la interoperabilità dei protocolli, nonché la condivisione del codice fiscale tra il dominio tributario e quello sanitario, ma anche la nascita di sistemi nazionali in rete nei settori della sanità, del turismo e del lavoro.

 

 

 

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