Si è tenuto oggi a Roma il Congresso Nazionale di Legacoop, al quale hanno partecipato i principali attori del mondo cooperativo italiano per confrontarsi sui programmi da realizzare nella prossima legislatura. Al centro del dibattito il valore dello scopo mutualistico e dell’utilità sociale, come strumenti necessari per il rilancio economico della Nazione.

Il vertice ha ripreso a discutere la vicenda Unipol-BNL: l’OPA lanciata da Unipol all’istituto di credito – ha dichiarato Giuliano Poletti, Presidente di Legacoop – "Si poneva l’obiettivo di creare un grande gruppo bancario-assicurativo in grado di sostenere lo sviluppo cooperativo e delle PMI e di migliorare la concorrenza sul mercato. L’iniziativa era legittima, dato che alle spalle vi era un progetto industriale e non intenti puramente speculativi". "Non intendiamo comunque sottrarci – ha proseguito Poletti – alle domande sollevate da alcuni limiti dell’operazione". Le reazioni di Legacoop hanno infatti condotto alla sostituzione della governance di Unipol, proseguendo "sulla strada del rigore e della trasparenza di fronte ai soci ed all’opinione pubblica". "Le recenti vicende – secondo Guido Fabiani, rettore dell’Università Roma Tre – hanno creato anche risultati non negativi, ribadendo la forza del mondo cooperativo nel resistere alla accuse, diffondendo fra il pubblico la conoscenza di tale realtà economica e sollecitando l’approfondimento sul tema della cooperazione (con lo studio dei vantaggi e delle criticità del sistema)".

Le priorità che si pone il mondo cooperativo sono state riassunte dal Presidente Poletti in dieci punti: crescita delle imprese ed internazionalizzazione; politiche per il Mezzogiorno; liberalizzazione e deregolamentazione (per un mercato più efficiente e equo); provvedimenti per il lavoro (contrastare il sommerso, incentivare l’occupazione e riformare gli ammortizzatori sociali); infrastrutture (completamento delle opere in corso, privilegiando quelle che favoriscono meglio lo scambio di merci ed energia); istituzioni più efficienti (cancellazione delle recenti riforme istituzionali); risoluzione dei ritardi nei pagamenti da parte delle PA (indicando nella Cassa Depositi e Prestiti il soggetto anticipatore dei debiti di Stato ed Enti locali); Welfare efficiente e privo di sprechi (con il coinvolgimento anche del privato-sociale); politiche per la casa (con piani urbanistici adeguati, incentivi fiscali, ausilio del mondo cooperativo); cooperazione, quale fattore di rafforzamento della coesione sociale.

Per riaffermare la credibilità occorre "Migliorare la governance delle nostre imprese – ha affermato Poletti -.La cooperativa è un’impresa di donne e uomini, non paragonabili agli azionisti. Il rapporto fra soci, consigli di amministrazione, manager, è un punto nodale al fine di sviluppare la vita democratica, separare le funzioni, equilibrare i sistemi di controllo interno ed esterno, evitando le eccessive concentrazioni di potere".

Sia il Presidente di Legacoop che il Presidente di Alleanza Cooperativa Internazionale Ivano Barberini, hanno sottolineato il ruolo delle imprese a scopo mutualistico per il rilancio dell’economia in Italia. I dati presentati sulle cooperative sono significativi: nell’ultimo anno la produzione è cresciuta del 4,16%, l’occupazione registra +2,12% ed il numero di soci +5%. Il congresso ha anche consentito di fare un accenno alle recenti critiche sui vantaggi fiscali di cui si godrebbero le imprese in questione, "vantaggi che sono stati introdotti – ha dichiarato Barberini – dallo stesso governo con la recente riforma del diritto societario". "Spesso l’informazione si avvicina al mondo cooperativo con diffidenza e pregiudizio – ha affermato Massimo Mucchetti, editorialista del Corriere della Sera -. Le imprese mutualistiche, tra l’altro, hanno svolto un ruolo fondamentale nell’aumentare il tasso di pluralismo del Paese, all’interno dell’asfittico capitalismo italiano. Al centro dell’attività imprenditoriale vi è l’uomo, rispetto al capitale, ma vengono comunque offerti servizi e merci in competizione sul mercato, e ciò non può che arricchire la nostra economia".

Il metro con cui bisogna valutare le cooperative è, secondo Poletti, la mutualità; non c’è una giusta dimensione come per le altre imprese, dato che la dimensione ottimale è quella che consente il perseguimento della singola missione sociale. In conclusione al suo discorso il Presidente di Legacoop ha poi evidenziato l’autonomia ed indipendenza del sistema cooperativo, "Un’autonomia organizzativa che si giudica attraverso i singoli atteggiamenti ed il complesso delle posizioni che questa esprime e non sui pregiudizi".

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