Con riferimento ad alcuni dati forniti dal rapporto Eurobarometro divulgato dalla Commissione Europea a seguito dell’emergenza gas dalla Russia, la Coldiretti fa presente che la maggior parte degli italiani (il 41%) è favorevole all’energia solare ad alle fonti rinnovabili, mentre solo una piccola parte (il 13%) esprime parere positivo sul ripristino delle centrali nucleari nel Paese.

"Nonostante in Italia, rispetto alla Germania, – denuncia Coldiretti – si abbiano potenziali solari doppi o tripli, in tutto il territorio nazionale sono stati installati pannelli solo per 30 MW di potenza, contro gli 363 della Germania e i 280 del Giappone". "Bisogna investire sulla ricerca per garantire – sostiene la Coldiretti – la compatibilità economica di una risorsa come la luce di cui l’Italia dispone in abbondanza e che va per questo inserita a pieno titolo nel progetto complessivo di sviluppo energetico del paese. E il settore agricolo può contribuire positivamente tanto che l’installazione di pannelli solari sul tetto di una stalla può garantire la disponibilità di energia elettrica per il consumo di una intera famiglia. Dalla luce, dalle coltivazioni di cereali e oleaginose e con il riciclaggio dei prodotti naturali è possibile produrre energia rinnovabile in grado di generare un circolo virtuoso che concilia il rispetto dell’uso corretto e non intensivo delle risorse ambientali con l’esigenza di ridurre l’inquinamento atmosferico".

Vari gli strumenti utilizzabili dal settore agricolo: lo sviluppo delle coltivazioni dedicate alla produzione di biocarburanti (biodiesel e bioetanolo), l’utilizzo dei residui agricoli, forestali e dell’allevamento e l’istallazione dei pannelli solari. "Da un ettaro di canna comune delle aree golenali – segnala ancora la Coldiretti – è possibile produrre biomasse sufficienti a garantire energia elettrica per le esigenze di una intera famiglia".

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