Chi paga per l’atteggiamento incauto del Governo? Questo si chiedono i vertici dei Democratici di Sinistra in una conferenza stampa tenutasi questa mattina a Roma. Si stima, infatti – spiega Cesare De Piccoli, responsabile del partito per le infrastrutture – che la riapertura delle centrali che lavorano con combustibili senza zolfo o a basso tenore di quest’ultimo (misura che rientra nel piano anti crisi varato dal ministro Scajola) costi 600milioni di euro, vale a dire un aggravio in bolletta, per ogni singolo utente, pari a 30euro, per non parlare dell’impatto ambientale.

Il Governo – aggiunge Edo Ronchi – è l’unico responsabile dello stato di emergenza che stiamo affrontando e che il decreto Scajola cerca di tamponare: spettava ad esso, infatti, il compito di adeguare lo stoccaggio strategico, la riserva di energia. In effetti, il problema principale – aggiunge Ronchi – è la scarsità di quote di metano stoccate che, a fronte di un aumento dei consumi di gas, restano le stesse. Già lo scorso anno, l’Autorità per l’energia elettrica ed il gas – conclude Ronchi – nella relazione annuale, aveva evidenziato la necessità di adeguare queste quote.

Stiamo pagando, in tutti i sensi, – conclude l’onorevole Pierluigi Bersani – l’assenza di una politica energetica organica che, nel giro di pochi anni, ha prodotto un black out, un atteggiamento di improvvisazione a fronte dell’aumento del costo del petrolio e, in ultimo per ordine di tempo, la ripetizione dell’emergenza gas.

Per maggiori informazioni visita il sito dei Ds.

 

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