E’ stato presentato oggi a Roma il Rapporto ENEA "Energia-Ambiente 2005", una raccolta completa di dati ed analisi sulla situazione energetica del Paese, con approfondimenti e riflessioni sull’impatto ambientale, gli sviluppi tecnologici e gli impegni politici in materia. Il commissario Straordinario dell’ENEA, Luigi Paganetto, che ha presieduto la Tavola Rotonda dell’incontro, ha sottolineato il clima di incertezza che affligge il settore dell’energia in Italia.

"Occorre dare più flessibilità agli approvvigionamenti e modificare il mix delle fonti nelle politiche da adottare, tra quelle a breve e quelle a lungo termine – ha dichiarato il Prof. Paganetto -. A breve bisogna puntare sull’uso razionale dell’energia guardando particolarmente al settore dell’industria e dei trasporti, che è quello che mostra i maggiori aumenti di costo. Bisogna puntare su energia distribuita a livello locale, sia con impianti tradizionali, sia con le rinnovabili".

Nello studio dell’ENEA sono focalizzati alcuni temi principali:

  • Consumi energetici, che nel 2004 appaiono in crescita dell’1,3% rispetto al 2003. Prosegue l’incremento della domanda interna di gas naturale (+3,8%), mentre il consumo di prodotti petroliferi è pari al 45% dei consumi di energia primaria. Anche la richiesta di energia elettrica ha avuto un aumento dell’1,5%. I settori che hanno incrementato la richiesta energetica sono i trasporti (+1,7%) e l’industria (+0,7%), mentre scendono i consumi nel settore civile (residenziale e servizi).
  • Mercato degli idrocarburi. Il petrolio greggio, nella media del 2004, ha sfiorato i 30 dollari al barile, per superare nel 2005 i 70 dollari. Il gas naturale si avvia a trasformarsi da materia prima "in concorrenza" con i prodotti petroliferi, a fonte "sostitutiva". Il carbone appare ancora la fonte più conveniente per l’alimentazione elettrica, ma in prospettiva la sua competitività dovrà confrontarsi sia con gli incrementi del prezzo della materia prima che con gli impegni derivanti dal Protocollo di Kyoto.
  • Dipendenza energetica, che nel 2004 ha determinato un incremento della fattura energetica dell’Italia verso l’estero, arrivando ad un saldo negativo di 29,3 miliardi di euro (+800 milioni rispetto al 2003).
  • Fonti rinnovabili, che nel 2004 hanno contribuito solo al 7% della domanda complessiva di energia e per il 16% della richiesta di elettricità. La fonte idroelettrica copre il 75% dell’energia elettrica da rinnovabili. Un leggero aumento ha ottenuto la produzione da biomassa e rifiuti, mentre per eolico e solare l’Italia si attesta al 3%, molto al di sotto della media europea.
  • Protocollo di Kyoto. Le emissioni di inquinanti atmosferici tradizionali (no gas serra) dovute ai sistemi energetici sono in diminuzione, pur in presenza di una crescita nei consumi: ciò grazie a combustibili "più puliti" ed a sistemi in grado di limitare il problema. L’anidride carbonica invece registra un aumento.
  • Tariffe italiane. Le utenze domestiche presentano prezzi inferiori alla media Ue per quelle a basso consumo e prezzi superiori per le altre, mentre le utenze industriali hanno le tariffe più alte d’Europa. Le ragioni di queste disparità sono da ricercarsi nel forte carico fiscale, nel basso valore dell’efficienza media degli impianti e nel mix di combustibili, sbilanciato verso gli idrocarburi, che hanno elevati costi per unità termica fornita.
  • Ricerca. Le spese pubbliche nel settore energetico hanno un andamento negativo. La riduzione degli impegni ha interessato soprattutto le attività di ricerca su tecnologie orizzontali e sul nucleare. Sceso anche il finanziamento per la ricerca su risparmio ed efficienza energetica.

"Per garantire l’elettricità e il riscaldamento alle famiglie e alle imprese italiane il governo é ‘pronto a mettere mano agli stoccaggi e alle riserve strategiche di gas e, se necessario, anche a porre un freno all’export di elettricità". Lo ha detto il ministro delle Attività produttive Claudio Scajola a margine della presentazione del rapporto Enea. "Non vogliamo rischiare di non avere elettricità e riscaldamento in Italia e per fare questo – ha affermato – andremo ad utilizzare gli stoccaggi e le riserve strategiche necessarie in questa fase". La riduzione dell’export di energia elettrica, ha continuato il ministro, "è uno dei provvedimenti che abbiamo esaminato nel comitato per gas di ieri e farà parte se necessario di una modularità di interventi che stiamo portando avanti. Vogliamo uscire dell’inverno senza lasciare al buio e al freddo le case degli italiani".

Secondo il presidente del Consiglio nazionale dei Consumatori e degli Utenti (Cncu) Daniela Primicerio, per quanto riguarda l’attuale crisi di approvvigionamento del gas, è necessario "diversificare le fonti dalle quali ricaviamo le risorse energetiche, e costruire ulteriori terminali di rigassificazione per poter importare il gas da altri mercati, alternativi a quello russo o algerino, assicurando così una reale concorrenza".

"Da tempo le associazioni dei consumatori – ha aggiunto Primicerio – avanzano anche altre richieste di cui si deve tenere conto:

  • portare l’iva sul gas al 10% per tutto il consumo privato (cottura e riscaldamento, eliminando la differenziazione tra le due tipologie);
  • utilizzare un fondo di solidarietà (già esistente presso alcuni comuni e incentivato da una quota pagata da tutti gli utenti) per intervenire nei casi di indigenza, evitando i drammatici casi di morti;
  • la detrazione delle spese energetiche (gas, luce e benzina) dalla dichiarazione dei redditi dei privati come avviene per imprese, artigiani e professionisti;
  • l’introduzione nella indicizzazione della materia prima di un indice correlato ai costi della produzione nazionale.

"Le associazioni – conclude il presidente del Cncu – sono favorevoli a tutte le iniziative tecniche che consentano di incrementare la concorrenzialità nel mercato del gas, come la diversificazione delle fonti di approvvigionamento e gli impianti di rigassificazione; esprimono qualche perplessità ecologica sull’utilizzo di miscele petrolifere contenenti zolfo, per produrre energia elettrica, pur comprendendo le motivazioni economiche della scelta; valutano positivamente le iniziative del Ministro Scajola al fine di garantire maggiori e regolari forniture di gas al nostro Paese e la sua politica tesa ad una programmazione di più ampio respiro anche correlata al più ampio mercato internazionale.

Scrive per noi

Redazione
Redazione
Help consumatori è la prima e unica agenzia quotidiana d'informazione sui diritti dei cittadini-consumatori e sull'associazionismo che li tutela

Parliamone ;-)