L’Autorità per l’energia elettrica e il gas ha terminato la verifica relativa alla qualità commerciale dei servizi elettrico e del gas nell’anno 2005: si conferma l’efficacia del meccanismo degli "indennizzi automatici" che le aziende devono riconoscere ai consumatori nel caso non siano rispettati, per colpa dell’esercente, gli standard definiti dall’Autorità a tutela dei consumatori per le prestazioni commerciali richieste più frequentemente.

Indennizzi rimborsati ai clienti finali nel 2005
I dati ricevuti dagli esercenti per il 2005 evidenziano indennizzi automatici per un ammontare complessivo di oltre 4,3 milioni di euro per il settore elettrico e di oltre 2,4 milioni di euro per quello del gas. I clienti che hanno ricevuto un indennizzo automatico sono passati: nel settore elettrico da 48.305 nel 2004 a 62.725 nel 2005; nel settore del gas da 19.249 a 31.189.
Il maggior numero di indennizzi pagati ai clienti finali dipende, in prevalenza, dal miglioramento del controllo della qualità erogata da parte degli esercenti, soprattutto di dimensioni minori e da una più puntuale attribuzione delle cause di mancato rispetto degli standard; ciò anche per effetto
dell’intensificazione dei controlli da parte dell’Autorità sull’attuazione delle proprie direttive da parte degli esercenti. Sono aumentati in modo significativo gli indennizzi per mancato rispetto dello standard di 24 ore per la riattivazione di clienti a cui era stata interrotta l’erogazione di energia elettrica (o ridotta la potenza disponibile) a causa del mancato pagamento delle bollette.
L’aumento del numero di indennizzi non è avvenuto a fronte di un peggioramento significativo dei tempi medi di effettuazione delle prestazioni: essi infatti, se pure in lieve aumento, si sono mantenuti anche nel 2005 ben al di sotto dei tempi massimi stabiliti dall’Autorità.

La regolazione della qualità commerciale
La regolazione della qualità commerciale, introdotta nell’anno 2000 dall’Autorità presenta alcuni aspetti: l’uniformità degli standard di qualità a livello nazionale, e l’obbligo di erogare indennizzi in via automatica ai clienti finali in caso di violazione dello standard. Infatti, nel caso in cui gli standard specifici di qualità non siano rispettati per cause non dovute a forza maggiore o a responsabilità di terzi o al cliente stesso, l’esercente deve pagare un indennizzo al cliente interessato, senza che questi debba farne richiesta. La corresponsione dell’indennizzo automatico non esclude, eventualmente, la possibilità per il cliente di richiedere al giudice ordinario il risarcimento dell’eventuale danno ulteriore subito.

Importi e modalità di corresponsione:

  • Elettricità. L’indennizzo ammonta a 30 euro per i clienti domestici, a 60 euro per i clienti non domestici serviti in bassa tensione, a 120 euro per i clienti serviti in media tensione.
  • Gas. L’indennizzo ammonta a 30 euro per impianti con contatori fino alla classe G6 (piccoli consumatori di gas); a 60 euro per impianti con contatori dalla classe G10 alla G25 (clienti con consumi intermedi); a 120 euro impianti con contatori dalla classe G40 (grandi clienti).

L’indennizzo deve essere corrisposto, spiega l’Autorità, portandolo in detrazione della prima bolletta utile ed entro 90 giorni solari dalla scadenza del tempo massimo previsto per l’esecuzione della prestazione. Nel caso in cui tale termine non sia rispettato e l’indennizzo sia corrisposto entro il doppio del tempo concesso, l’importo dovuto è raddoppiato; qualora sia corrisposto oltre tale ulteriore termine, l’importo è corrisposto in misura pari al quintuplo.
Il cliente riceve l’indennizzo: dal venditore per tutte le prestazioni ad esso richieste; dal distributore se la prestazione è stata richiesta direttamente ad esso.

"La cifra di 93mila indennizzi automatici corrisposti ai consumatori per un totale di 6,7 milioni di euro – commenta Francesco Luongo, membro del direttivo del Movimento Difesa del Cittadino – è un risultato raggiunto grazie alle direttive e ai maggiori controlli dell’Autorità per l’energia, ma anche alla costante azione di sensibilizzazione svolta dalle associazioni dei consumatori. Come associazioni, infatti, spesso inoltriamo i reclami per gli utenti, che in molti casi non conoscono il loro diritto all’ottenimento dell’indennizzo".

"Le società di distribuzione hanno custodito gelosamente questo segreto – conclude Luongo – a volte neppure facendone menzione all’interno delle fatture, che ancora sono carenti di molte informazioni che sarebbero indispensabili al consumatore per conoscere ed esercitare i propri diritti".

 

 

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