Il recente decreto legislativo n.192/2005 che recepisce la direttiva 2002/91/CE introduce alcune novità in materia di rendimento energetico negli edifici.A sottolinearlo è Adiconsum che precisa: "La prima positiva novità riguarda le scadenze temporali con cui è necessario svolgere la manutenzione delle caldaie individuali: la direttiva infatti razionalizza tali interventi, portando le cadenze della manutenzione da un anno a quattro anni per le caldaie con meno di otto anni di anzianità, e da un anno a due anni per quelle più vecchie di otto anni e per le caldaie di tipo B (con camera aperta) installate all’interno degli edifici (a prescindere dall’età)".

Accogliendo una richiesta dell’associazione questo decreto legislativo, senza diminuire l’efficienza delle caldaie, permetterà di far risparmiare alle famiglie italiane circa 70 euro annui che prima venivano spesi senza nessun reale motivo. Adiconsum respinge con forza le pretese degli installatori che per non rinunciare ad un business che ha già molto gravato sulle famiglie italiane, cercheranno di alzare i prezzi delle manutenzioni.

Il secondo punto – continua l’associazione – riguarda l’equiparazione che verrebbe imposta tra gli "scalda acqua a gas istantanei e gli altri apparati termini maggiori di 15 kw" con gli impianti termici. Se ciò dovesse avvenire, i consumatori si troverebbero difatti un altro aggravio di costi ingiustificato, dovendo revisionare tutti questi apparecchi, senza peraltro nessun utilità.
L’associazione chiede che in sede di emanazione dei decreti attuativi questa equiparazione venga cancellata.


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