Nell’ultimo anno e nell’arco dei mesi passati si è verificato un incremento rilevante dei prezzi dell’energia elettrica e del gas naturale. "Il costo energetico per il nostro Paese si è appesantito. I prezzi ed alcune tariffe sono, nostro malgrado, aumentati. Nel sistema elettrico sono stati superati alcuni problemi di affidabilità, vissuti nel 2003, ma, durante i recenti mesi invernali, abbiamo subito una nuova e severa emergenza gas". Perciò – nonostante le iniziative per il risparmio energetico e per la qualità dei servizi – "proviamo profonda amarezza nel dover assumere talvolta decisioni spiacevoli, ancorché doverose, come i recenti aumenti tariffari". È quanto ha sottolineato questa mattina il presidente dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas Alessandro Ortis durante la presentazione della "Relazione annuale sullo stato dei servizi e sull’attività svolta".

Dall’avvio delle liberalizzazioni i prezzi della luce sono saliti, in termini reali, del 22,3% e quelli del gas del 2,7%, "oscurando i positivi risultati delle prime fasi" dell’apertura dei mercati. Colpa dell’andamento del greggio, della dipendenza dell’Italia dal petrolio e di "alcune criticità". Le maggiori penalizzazioni riguardano imprese e industrie per le quali gli aumenti "sono stati più significativi" rispetto a quelli scattati per le famiglie. Il "forte incremento dei costi dei combustibili" e "l’insufficiente concorrenza" hanno "oscurato" i risultati delle liberalizzazioni del mercato elettrico. Nonostante le quotazioni dei prezzi all’ingrosso alla Borsa Italiana siano saliti meno (+13% da aprile a dicembre 2005; +32% nei solo primi 4 mesi del 2006) rispetto alla media delle altre piazze europee (+70% l’anno scorso, +50-60% all’inizio di quest’anno) sulle tariffe italiane pesano altri fattori, come gli oneri di sistema che rappresentano l’11,5% della tariffa netta. Si tratta di "componenti tariffarie non trascurabili", ha ricordato il presidente dell’Autorità lanciando anche un nuovo allarme, legato agli emission trading (il mercato cioè dei certificati per rispettare i parametri imposti da Kyoto): "Già quest’anno tali effetti sono valutabili in un incremento di prezzi e tariffe intorno all’1%, a fronte di un deficit di allocazione relativamente modesto rispetto alle emissioni effettive". E il peso maggiore del caro-tariffe – ricorda Ortis – riguarda "imprese, utenze commerciali e quelle industriali" per le quali "i prezzi si collocano al di sopra della media europea, con scostamenti più elevati per i grandi utilizzatori". Ortis rilancia così il problema della competitività sul fronte energetico per il sistema-paese mentre per le famiglie ricorda che le tariffe italiane, nel caso di utenti domestici con bassi consumi, sono "le più basse dei prezzi prevalenti in Europa". Grazie al sistema della fascia sociale che, comunque, intende rivedere a beneficio solo degli utenti veramente bisognosi per eliminare il vecchio paradosso del single ricco che paga meno rispetto alla famiglia numerosa non abbiente.

Per quanto riguarda le tariffe del gas, l’attuale livello dei prezzi, confrontato con quello dello stesso periodo del 2000 risulta in aumento del 17,9% in termini nominali e del 2,7% in termini reali. Anche in questo caso i "prezzi per i clienti industriali continuano a mantenersi più elevati rispetto alla media dei paesi europei". Il presidente dell’Authority, nell’illustrare l’andamento dei prezzi del gas ricorda poi il peso fiscale: "il prezzo di riferimento include un onere pari al 42%. In tema di fiscalità, l’Autorità offre la propria collaborazione, al Parlamento e al Governo, per un eventuale riesame della struttura del prelievo fiscale (accise, iva, addizionale regionale) gravante sui prezzi del gas e dell’elettricità, anche al fine di una maggiore trasparenza".

La proposta è di lavorare a una tariffa sociale per le fasce deboli: "Continueremo a promuovere la diffusione delle tariffe multiorarie e stiamo elaborando una proposta di ristrutturazione per i consumatori minori; una soluzione – ha detto Ortis – che incentiva l’utilizzo razionale dell’energia e che prevede anche una tariffa sociale per proteggere le fasce più deboli e gli utilizzatori di apparecchiature medicali salva-vita ad alto consumo". Per attivare la tariffa è necessaria dunque "una preliminare scelta politica".

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