Rivoluzione nei serbatoi di tutte le auto circolanti in Italia a diesel o a benzina dove ci sarà almeno l’uno per cento di biocarburanti derivanti dalle coltivazioni agricole che contribuiscono allo sviluppo delle energie pulite contro, il caro petrolio e l’ inflazione e per l’abbattimento dello smog nelle città. Lo rende noto la Coldiretti che per oggi pomeriggio ha allestito davanti al Senato uno speciale distributore di biocarburante per fare il pieno a una comune autovettura, per sostenere la conversione definitiva del "decreto Agricoltura" che prevede anche interventi per il contenimento del costo del lavoro, lotta alla contraffazione, contenimento dei prezzi, zucchero e interventi per affrontare la crisi di mercato determinata dall’influenza aviaria con un fondo di 100 milioni di euro destinati a interventi per il salvataggio e la ristrutturazione, indennità per il fermo produttivo e il mancato reddito dovuto al blocco della movimentazione e la sospensione dei versamenti previdenziali, tributari e creditizi fino al 31 ottobre 2006, nonché la possibilità di concedere mutui per la riconversione e la ristrutturazione.

La rivoluzione nel serbatoio – sottolinea Coldiretti – parte definitivamente dal primo luglio 2006 che è il termine fissato dal provvedimento per far scattare per tutti l’obbligo di immettere biocarburanti di origine agricola (biodiesel o bietanolo) in misura pari all’1 per cento dei carburanti in vendita, sia diesel che benzina. Tale percentuale è destinata ad essere incrementata di un ulteriore punto percentuale all’anno, fino al 2010. Al fine di rendere operativo l’obbligo in questione deve essere predisposta un’intesa di filiera o un contratto quadro o un contratto di programma tra i soggetti della filiera agroenergetica, con l’obiettivo di integrare e valorizzare la produzione, la trasformazione, la commercializzazione e la distribuzione di biomasse agricole e biocarburanti di origine agricola.

E’ prevista – continua Coldiretti – la possibilità di stipulare contratti di coltivazione e fornitura di biomasse agricole e biocarburanti di origine agricola tra gli imprenditori agricoli, le imprese di produzione e distribuzione di biocarburanti e i soggetti, pubblici o privati, interessati che vengono considerati titolo preferenziale per l’ottenimento di finanziamenti relativi alla promozione delle energie rinnovabili e per la stipula di contratti per la fornitura di biocarburanti per il trasporto ed il riscaldamento pubblici. Per garantire l’utilizzazione nei biocarburanti di produzioni agricole nazionali, si prescrive – prosegue l’associazione di categoria – la tracciabilità e la rintracciabilità della filiera di produzione e di distribuzione, attraverso la realizzazione di un sistema di identificazione e registrazione di tutte le informazioni per ricostruire il percorso del biocarburante, a partire dalla produzione delle biomasse e della materia prima agricola.

Di rilievo – precisano i coltivatori – è anche la disposizione secondo cui il biogas, ottenuto anche dai reflui degli allevamenti, è equiparato al gas naturale, in ordine all’esenzione dall’imposta prevista per l’olio minerale equivalente. Ma il decreto agricoltura contiene anche interventi a beneficio delle imprese agricole che assumono manodopera con riduzione del costo del lavoro, possibilità di regolarizzare i contributi pregressi in 25 anni senza interessi e sanzioni e sospensione degli aumenti automatici, ma anche – sottolinea la Coldiretti – il pagamento dei contributi sul salario reale e non più "virtuale" e la semplificazione burocratica attraverso l’invio a un unico ente delle comunicazioni di assunzione. Le nuove norme sono il risultato della mobilitazione della Coldiretti per garantire "Meno costi per le imprese, più risorse e investimenti per il made in Italy", con concrete proposte in materia di lavoro e previdenza per dare risposte alle imprese su due versanti: riduzione dei costi e migliore utilizzo della manodopera al fine di intraprendere un percorso di trasparenza dei rapporti di lavoro.

Con la legge di conversione del decreto vengono ampliate le competenze dell’ Alto Commissario per la lotta alla contraffazione che andrà ad operare anche nel settore agroalimentare con maggiori risorse. Si incentiva un puntuale svolgimento delle funzioni di valorizzazione economica, tutela e controllo in materia di indicazioni geografiche, denominazioni di origine e specialità tradizionali garantite. Ponendo termine alle difficoltà interpretative sollevate, anche pretestuosamente, sulla vendita diretta dei prodotti da parte degli imprenditori agricoli, il provvedimento stabilisce che non è richiesta la comunicazione di inizio attività per la vendita esercitata su superfici all’aperto tanto nell’ambito dell’azienda di produzione quanto su altre aree private di cui gli imprenditori agricoli abbiano la disponibilità. Una norma di semplificazione che – sostiene la Coldiretti – nel favorire il rapporto diretto tra agricoltori e consumatori è fondamentale nel combattere la moltiplicazione dei prezzi dal campo alla tavola e l’ inflazione. La voglia di conoscere i cibi consumati e la necessità di stabilire uno stretto rapporto di fiducia negli acquisti alimentari ha favorito l’aumento degli acquisti diretti dal produttore (+10 per cento nel 2005 ) che ha per effetto in tutti i Paesi più sviluppati il boom delle vendite nelle fattorie e nei mercatini dove sempre piu’ spesso dietro le bancarelle si trovano gli imprenditori agricoli.

Sono circa centomila le imprese agricole che trasformano e vendono prodotti come formaggi, salumi, olio, vini, frutta e verdura, ottenuti negli allevamenti o nei campi e sulla base dell’ultima indagine Agri 2000, il 60% dei consumatori – si legge nella nosta stampa – prevede di aumentare i propri acquisti nelle aziende agricole nel corso del 2006 dopo che nel corso del 2005 sette consumatori su dieci hanno fatto almeno una volta acquisti direttamente dagli imprenditori agricoli giudicando conveniente la scelta nell’87 per cento dei casi. Il decreto legge stabilisce – afferma la Coldiretti – le modalità di definizione del piano per la razionalizzazione e la riconversione della produzione bieticolo-saccarifera e dei progetti di riconversione relativi ai singoli impianti industriali nei quali cesserà la produzione dello zucchero.

Le competenze vengono concentrate in un comitato interministeriale e presso l’Agea viene istituito un fondo unitario nel quale confluiscono le risorse assegnate dall’Unione europea e i finanziamenti statali per il risanamento del settore con una dotazione aggiuntiva fissata per il 2006 in 65,8 milioni di euro. Nell’ottica di favorire una corretta informazione al consumatore finale in ordine all’origine dei prodotti agroalimentari, le nuove norme prevedono che l’etichettatura del miele debba contenere l’indicazione del Paese o dei Paesi di origine in cui è stato raccolto, mentre al fine di prevenire le frodi nel commercio dell’olio di oliva, è stato introdotto il divieto per i pubblici esercizi di proporre al consumo, fatti salvi gli usi di cucina e di preparazione dei pasti, olio di oliva in contenitori non etichettati conformemente alla normativa vigente con sanzioni amministrative pecuniarie da euro 1.000 a euro 3.000.

Il provvedimento dispone inoltre – continua la Coldiretti – che la copertura delle polizze assicurative relative alla produzione zootecnica sottoscritte in base alla nuova disciplina di cui al d.lgs. n. 102 del 2004, che ha riformato tra l’altro il Fondo di solidarietà nazionale, è da intendersi comprensiva dei costi di smaltimento dei capi di bestiame morti per qualsiasi causa. In materia di quote latte, esclusivamente per il periodo di commercializzazione 2005-2006, viene differito al 31 luglio il termine entro il quale gli acquirenti – fermo restando l’obbligo della relativa trattenuta mensile – devono versare gli importi del
prelievo supplementare. Il provvedimento riconosce la possibilità agli imprenditori agricoli di offrire a garanzia dell’adempimento dei debiti contratti nell’esercizio dell’impresa la costituzione in pegno dei diritti all’aiuto di politica agricola comunitaria di cui essi siano titolari, come risultanti dal registro dei titoli istituito da AGEA. Con l’intento di superare le controversie sorte tra soccidanti e soccidari in merito all’attribuzione dei diritti all’aiuto in base alla regolamentazione comunitaria di riforma della PAC (Reg. (CE) 1782/2003), si stabilisce – conclude Coldiretti – che, ove non diversamente disposto, i diritti all’aiuto spettanti in ipotesi di contratti di soccida siano ripartiti da AGEA in parti uguali tra il soccidante ed il soccidario.

 

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