Secondo le stime delle associazioni dei consumatori, per ”almeno 15 mila famiglie” in tutta Italia e’ emergenza-riscaldamento". Sotto accusa le aziende distributrici. ”Ci risulta un forte peggioramento del servizio a cominciare dall’Italgas e l’Enel gas” sostiene Elio Lannutti, presidente di Adusbef, mentre Federconsumatori lamenta ‘tempi biblici, oltre 100 giorni per un allaccio”.

L’Autorita’ per l’energia ha aperto ”un’istruttoria conoscitiva” per accertare le eventuali responsabilita’; le aziende pero’ respingono le critiche e puntano il dito sulle inadempienze degli stessi utenti e degli installatori rispetto alle nuove norme di sicurezza in vigore da luglio.

L’Italgas assicura che "Al 1 dicembre, delle 40 mila forniture soggette alle nuove procedure, oltre 37.000 sono state esaudite o e’ gia’ stato fissato un appuntamento a breve per l’attivazione". Per le restanti 3.500 utenze l’azienda precisa di ”non essere nella condizione poter attivare la fornitura” perche’ ”la documentazione presentata e’ incompleta o carente delle necessarie informazioni richieste dalla normativa”.

Anche all’Enel Gas assicurano di aver ”gia’ provveduto a ‘smaltire’ la quasi totalita’ delle richieste che si erano accumulate a causa delle difficolta’ incontrate da clienti e installatori nella compilazione della documentazione richiesta dal nuovo Regolamento sulla sicurezza dell’Autorita’ per i nuovi allacci gas”.

Secondo i consumatori, pero’, i casi di mancato allaccio ”sono ancora molto elevati”. E Confartigianato che rappresenta gli installatori, replica che ”parlare di inesperienza degli installatori e’ solo una mezza verita”’.

”I problemi dei cittadini con i nuovi allacci sono solo in parte riconducibili all’inesperienza degli installatori rispetto alle nuove norme -afferma Fabrizio Monaco, responsabile Confartigianato Impianti- La stessa Autorita’ per l’energia ha sottolineato che il problema riguarda soprattutto le societa’ di distribuzione. Queste aziende, a cominciare da Italgas ed Enel Gas, hanno ridotto moltissimo la presenza ‘fisica’ sul territorio e istituito numeri verdi che non garantiscono la stessa assistenza”. L’ingolfamento burocratico nasce anche, sostiene Confartigianato, ”a causa degli accertatori” che devono verificare le pratiche dei nuovi allacci per conto delle aziende distributrici del gas. Spesso non sono preparati tecnicamente e comunque nella stragrande maggioranza dei casi non sono in numero sufficiente a fronteggiare la mole dei documenti in arrivo”, osserva Monaco.

”Un ulteriore problema -aggiunge la Confartigianato- deriva dal fatto che gli accertatori spesso queste persone non vengono retribuite a seconda del numero di allacci andati a buon fine ma in funzione del numero di pratiche avviate” . Cosi’, ”oltre un terzo delle richieste di allaccio supera i tempi accettabili di 90-100 giorni”.

Nel mirino delle associazioni ci sono tuttavia anche gli installatori, ”che in alcuni casi arrivano a chiedere fino a 250 euroextra per la dichiarazione di conformita’ dell’impianto, che non sarebbero dovuti”, avverte la Federconsumatori. Giuseppe Colella, responsabile energia della Federconsumatori, sottolinea come fino a qualche mese fa la situazione era ancora peggiore: ”In settembre il 70% delle domande sforava i limiti accettabili; adesso si e’ scesi al 30% ma non basta”.

Secondo alcuni, la colpa dei ritardi starebbe proprio nel nuovo regolamento sulla sicurezza, a tutela dei consumatori garantendo la corretta esecuzione dei nuovi impianti di riscaldamento evitando incidenti. Gli esperti fanno pero’ notare che in settembre con la delibera 192/05 l’Autorita’ ha previsto che il distributore possa procedere all’allaccio anche se una parte della documentazione manca, salvo successiva verifica.

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