Adiconsum ha organizzato un incontro per discutere dell’emergenza gas. Durante la giornata è stata presentato anche il Rapporto dal titolo "Il settore del gas naturale in Italia: il costo delle rigidità" che l’Associazione ha effettuato con il contributo del Ref., un qualificato istituto di ricerca, per analizzare il settore energetico e individuare le responsabilità delle strozzature che impediscono all’Italia di ricevere una sufficiente quantità di gas e che sono alla base dell’attuale stato di emergenza. Nell’ introduzione l’Onorevole Antonio Marzano ha posto l’interrogativo: "E’ davvero così dannoso per l’ambiente l’utilizzo del carbone? Cosa c’è di vero in tutti questi ostacoli ai nuovi progetti? Ad oggi, su 44 autorizzazioni concesse ne sono state contestate 36. Bisogna decidere come approvvigionarsi e quali fonti privilegiare ma, per fare ciò, è necessario che vi sia un approccio bipartisan."

L’Amministratore Delegato REF, Pia Saraceno ha illustrato quanto emerso dalla ricerca, che è stata svolta nel mese di novembre 2005: già allora le analisi svolte anticipavano alcune delle criticità esplose di recente nel corso della crisi energetica che ha investito il nostro Paese. "L’emergenza gas – ha chiarito la Saraceno- è legata si alle rigidità nella politica italiana degli approvvigionamenti ed al rinvio negli investimenti in nuove infrastrutture di importazione e in siti di stoccaggio, ma è strettamente collegata anche alle questioni di politica internazionale e alle criticità esistenti sui mercati esteri. Nel settore del gas l’Italia ha lasciato all’ex monopolista Eni il compito di guidare l’apertura del mercato, ma ha mantenuto sostanzialmente inalterata la propria posizione dominante. La mancata separazione proprietaria e gestionale delle fasi di mercato (approvvigionamento e vendita) dalle attività a rete (trasporto, distribuzione e stoccaggi) ha nei fatti condizionato lo sviluppo degli investimenti nella rete di trasporto( dalla quale dipende il livello dell’offerta). Il contenzioso tra l’impresa di stoccaggio Stogit e l’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas è stato alla base del rinvio nel potenziamento dei siti di stoccaggio."

"La crisi del gas- ha continuato Saraceno- è solo in minima parte legata alla riduzione delle forniture dalla Russia. E’ necessario ripensare il disegno originario di liberalizzazione, al fine di eliminare le attuali distorsioni e trasferire al consumatore finale i benefici dello sviluppo della concorrenza. Ad oggi l’Italia dispone di infrastrutture in grado di immettere gas naturale nella misura necessaria a soddisfare una domanda "normale". Le nuove infrastrutture di approvvigionamento, soprattutto i rigassificatori, sono oramai indispensabili, oltre che per garantire un’offerta indipendente da Eni, anche per lo sviluppo di ulteriore capacità per soddisfare la domanda. Non è da sottovalutare neppure il peso delle imposte: un confronto del livello delle tariffe di gas naturale in Italia con i prezzi medi europei evidenzia che, al lordo della tassazione, i nostri prezzi sono nettamente superiori ai corrispettivi europei."

"A partire da aprile si teme un aumento del 10% delle bollette". A fare questa previsione è il Segretario Generale dell’Adiconsum, Paolo Landi, che ha poi aggiunto: "Come Associazione chiediamo all’Eni di dare un segnale immediato di cambiamento delle sue politiche ritirando il ricorso al Consiglio di Stato il cui accoglimento potrebbe comportare un aumento della bolletta del gas metano. Il costo del riscaldamento nell’attuale stagione registra 100 euro in più rispetto all’analoga stagione dello scorso anno. E’ necessario, inoltre, assicurare un controllo pubblico sulle reti al fine di garantire un pieno sviluppo del Paese. Una maggiore offerta di metano al può essere garantita soltanto se aumentano gli investimenti sulle infrastrutture e le capacità di stoccaggio. I consumatori- ha concluso Landi- chiedono all’Eni e agli altri operatori di investire sulle fonti rinnovabili e sul risparmio dell’energia e questo per scongiurare il rischio che l’Italia resti soltanto un Paese importatore di energia".

Bruno Tabacci, Presidente della Commissione Attività Produttive alla Camera, ha dichiarato: "In Italia oggi c’è consapevolezza sull’importanza dell’energia. Allo stato attuale il 56% dell’energia elettrica viene prodotta dal gas e importiamo il 17% di energia dai francesi. Siamo un Paese "mal orientato" e a dimostrarlo sono anche le posizioni che sono state assunte in merito alla vicenda di Civitavecchia, sito in cui l’Eni ha proposto di riconvertire il carbone in energia pulita. L’energia è un argomento su cui non possono esserci strumentalizzazioni e, pertanto, è necessario che vi sia coordinamento e collaborazione tra tutte le parti interessate. Ognuno di noi deve assumersi le proprie responsabilità dando, così, prova di maturità."

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